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SPY FINANZA/ Dietro a Grecia e Podemos un nuovo '92 per l'Italia

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Non c'è, ma ieri era il giorno deputato alla "grande paura": elezioni in Europa atte a spaventare lo status quo in favore di telecamera, principali mercati chiusi, liquidità limitata. Insomma, un set perfetto. Non fatevi prendere in giro, il Grexit è solo una strategia di destabilizzazione dell'Ue eterodiretta, niente più. Come può terrorizzare in questo modo un'ipotesi che organismi internazionali, governi e banche stanno studiando - più o meno segretamente con i contingency plans - da almeno tre anni? A qualcuno fa comodo questa tensione continua, a qualcuno fa comodo avere una miccia pronta per dar fuoco di nuovo all'eurozona, dovendo poi trovare soltanto l'accelerante del giorno: certamente, non fa comodo alla Grecia e ai greci ma il governo "de sinistra" non sembra accorgersene, forse perché risponde ad altri interessi. E altri padroni, che lo hanno fatto crescere e messo dove si trova, stesso destino che si sta preparando per Podemos in Spagna. 

Signori, in questi mesi l'Ue è niente più che la versione in grande e senza sangue dell'Ucraina, svegliatevi! Là usano le milizie armate, qui i desk di trading e i falsi rivoluzionari al potere: come spiegare altrimenti le continue minacce e smentite di Syriza, inutili politicamente e diplomaticamente ma strumentalmente perfette per agitare i mercati? Voglio darvi un dato e ce lo offre la Confindustria greca (Esee), fresco fresco: nel Paese, mediamente chiudono 59 imprese al giorno e si perdono 613 posti di lavoro, un dato che si sostanzia in una perdita per l'economia pari a 22,3 milioni dal Pil a causa dell'impasse tra Atene e Bruxelles. Dei governanti seri, che davvero pensano al bene del loro popolo, ingaggiano le battaglie ideologiche o cercano soluzioni, in fretta? 

Di più, sempre da dati Esee scopriamo che il 95% delle domande di prestito è respinto ogni giorno dalle banche commerciali, di fatto facendo diventare il termine liquidità non familiare al mercato: con la Bce che continua ad alzare il tetto dei finanziamenti Ela per la banche elleniche, un governo per il popolo va a avanti a minacce o media e cerca di aiutare la propria gente, riattivando il credito? E ancora, dalle 500mila unità del 2008, oggi a causa della disoccupazione di massa i greci senza un'assicurazione sanitaria sono 2,5 milioni e la spesa statale per la sanità è calata del 25% dal 2009, creando di fatto una situazione di emergenza negli ospedali. Ieri uno splendido reportage del quotidiano britannico The Independent rendeva noto che in alcuni ospedali la gente viene respinta perché non ci sono nemmeno gli strumenti per provare la pressione, sono finiti i farmaci anti-dolorifici e a un paziente di un nosocomio della capitale è stato chiesto di portarsi le lenzuola da casa. Di più, un chirurgo tirocinante del Kat, un noto ospedale di Atene, ha confermato come non ci si siano i soldi per riparare le apparecchiature mediche, né per la benzina della ambulanze, né per assumere infermiere o comprare attrezzi chirurgici necessari. Insomma, il Terzo mondo. E Tsipras che fa, gioca a fare Che Guevara contro il Batista dell'Ue?

Ma attenzione, perché anche il mitologico "popolo" con cui si riempiono la bocca i campioni del solidarismo, rimanda segnali pavloviani classici dell'ubriacatura mediatica: come ci dimostra questo grafico, infatti, nel mese di aprile di quest'anno le vendite di automobili in Grecia sono salite del 47%! I greci sono diventati ricchi di colpo? No, è la stessa sindrome verghiana della "roba" che ha colpito i russi durante il crollo del rublo, si corre in banca a ritirare e invece che mettere i soldi sotto il materasso - nel timore che domattina non siano più euro ma nuove dracme, dal valore dimezzato o peggio - si comprano automobili, accessori e beni preziosi come gioielli e oro. E se aprile si è dimostrato il picco, le registrazioni di auto nuove e usate sono cresciute costantemente negli ultimi venti mesi. 

 


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COMMENTI
27/05/2015 - Complimenti (roberto nicola)

Mi associo ai complimenti per i suoi articoli. Si ricordi che la seguono anche alcuni ignorantotti come me, che non sono addentro nelle cose di finanza, per cui se ogni tanto le scappasse un linguaggio più semplice sarebbe più agevole seguirla. Noi si lavora ( per fortuna ancora ) e si ha poco tempo di istruirsi per seguirla al 100%. Bravo comunque!

 
26/05/2015 - Il (i) bluff (Renato Mazzieri)

Analisi ineccepibile.

 
26/05/2015 - I dati a volte ingannano (Diego Perna)

In Grecia chiudono 59 imprese al giorno, mi piacerebbe sapere quante in Italia, sebbene si parli da noi di ripresa, solo perché il pil crescerá , forse, questo anno di 0,3 punti, sbandierato come fosse il 30%. E poi in Grecia si son vendute il 47% in piú di mercedes non significa nulla, quante ne hanno comprate ii benestanti ancora rimasti, che magari hanno capitali e attivitá in altri paesi, l'anno passato, 120? Non significa nulla per un popolo intero che come Lei racconta, non ha piú strumenti per la pressione negli ospedali. Io non credo sia ideologico Tsipras quando dice che o paga gli stipendi, con cui la gente ancora sopravvive, o restituisce il Miliardo e sei alla Bce o all' Fmi, Lei mi scusi cosa farebbe per non far chiudere le imprese, quello che fa Renzi, cioé un tubo, a parte dire ogni giorno che siamo usciti dalla recessione perché facciamo una riforma al giorno? Ma dove? Allora non contribuisca anche Lei alla confusione, dica solo che non sono piú gli Stati a governare i loro paesi , ma una finanza avida e anche massone, che vuole governare il mondo, ascolti che dice Papa Francesco, " questa economia uccide" . Secondo Lei esagera, o dice sostanzialmente il vero?

 
26/05/2015 - Certo che le credo! (Rodolfo Spezia)

Dopo circa 3 anni che leggo i suoi articoli,lei è diventato il mio riferimento e senza leggere i suoi pezzi non riesco a stare.Spero di poterla seguire a lungo sul Sussidiario,e se dovesse abbandonare il Sussidiario, vorrei abbonarmi a una newsletter da lei curata.Complimenti e grazie.