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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Dietro a Grecia e Podemos un nuovo '92 per l'Italia

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Insomma, chi non può far sparire i soldi in Svizzera o a Guernsey, compra cose: a dicembre, quando furono indette le elezioni anticipate, le registrazioni mensili di auto salirono del 70%, mentre i depositi bancari scendevano in contemporanea del 15%. Si spende in "hard assets", classico segnale socio-economico di tensioni finanziaria. Cipro ne è la riprova, visto che durante la crisi del 2013, le registrazioni di auto salirono di un terzo in 10 mesi. D'altronde, se anche il valore dell'auto si deprezza, resta il suo valore e uso produttivo, soprattutto se l'alternativa è appunto quella del materasso. 

C'è un problema però e questo spiega perché il popolo non va proprio sempre assolto nella sua incapacità di leggere la realtà: ironicamente, chi sta beneficiando di questa situazione, ovvero del collasso del sistema bancario greco attraverso le fughe di capitali verso "hard assets"? L'industria automobilistica tedesca, il demone dell'austerity, visto che come molti altri europei, anche i greci comprano marche teutoniche più di qualsiasi altro brand! Al netto di tutto questo, di cosa stiamo parlando? Il problema greco non è il debito, sul quale pagano un tasso di interesse bassissimo ma le scadenze a raffiche del rimborso, troppo ravvicinate e di importi che per un'economia normale sarebbero più che gestibili, ma che per quella disastrata greca sono eccessivamente alte e spesso pari al Pil mensile del Paese. 

Il problema è solo questo: e perché finora i mercati non sono crollati? Proprio perché sanno che il problema è solo questo, quindi risolvibilissimo, basterebbe un minimo di buona volontà: la Grecia dà l'ok a certe riforme e la Troika rivede il calendario delle scadenze, offrendo un po' di ossigeno. E su questa ipotesi di buonsenso dell'ultimo minuto, chi investe sta basando il suo trading da mesi. Eppure, pensateci, ogni giorno c'è una variabile che mette in discussione l'investire in sicurezza sotto il porticato dell'euro: la Grecia, la crisi dei periferici, Podemos, il debito pubblico e il sistema pensionistico italiani, il Portogallo, la Scozia, adesso il referendum sull'uscita della Gran Bretagna, l'effetto Le Pen. 

Il problema è proprio questo, ovvero che c'è chi non vuole la normalizzazione della situazione e ha bisogno della Grecia come elemento destabilizzante ontologico e fisso dell'Ue, cui unire di volta in volta una delle tante varianti sopraelencate. Se davvero Matteo Renzi credesse a ciò che dice rispetto l'Europa, farebbe una cosa semplice, ovvero andrebbe a vedere il bluff dicendo "Tranquilli, il miliardo e 600 milioni che la Grecia deve al Fmi e che ora non potrà pagare, lo garantiamo noi attraverso Cassa depositi e prestiti, ora però trattiamo seriamente". 

Lo farà? O anche lui fa parte della schiera di chi lavora per il caos nell'Ue? Lo scopriremo presto, perché sempre più voci parlano di un assalto all'Italia prima dell'estate. Forse, nel pieno del panico, gli italiani capiranno davvero chi fa i loro interessi e chi sta giocando a un nuovo 1992, questa volta in versione definitiva. Se poi mettiamo nel novero del ragionamento generale il timing di certe sentenze della Corte costituzionale... 


COMMENTI
27/05/2015 - Complimenti (roberto nicola)

Mi associo ai complimenti per i suoi articoli. Si ricordi che la seguono anche alcuni ignorantotti come me, che non sono addentro nelle cose di finanza, per cui se ogni tanto le scappasse un linguaggio più semplice sarebbe più agevole seguirla. Noi si lavora ( per fortuna ancora ) e si ha poco tempo di istruirsi per seguirla al 100%. Bravo comunque!

 
26/05/2015 - Il (i) bluff (Renato Mazzieri)

Analisi ineccepibile.

 
26/05/2015 - I dati a volte ingannano (Diego Perna)

In Grecia chiudono 59 imprese al giorno, mi piacerebbe sapere quante in Italia, sebbene si parli da noi di ripresa, solo perché il pil crescerá , forse, questo anno di 0,3 punti, sbandierato come fosse il 30%. E poi in Grecia si son vendute il 47% in piú di mercedes non significa nulla, quante ne hanno comprate ii benestanti ancora rimasti, che magari hanno capitali e attivitá in altri paesi, l'anno passato, 120? Non significa nulla per un popolo intero che come Lei racconta, non ha piú strumenti per la pressione negli ospedali. Io non credo sia ideologico Tsipras quando dice che o paga gli stipendi, con cui la gente ancora sopravvive, o restituisce il Miliardo e sei alla Bce o all' Fmi, Lei mi scusi cosa farebbe per non far chiudere le imprese, quello che fa Renzi, cioé un tubo, a parte dire ogni giorno che siamo usciti dalla recessione perché facciamo una riforma al giorno? Ma dove? Allora non contribuisca anche Lei alla confusione, dica solo che non sono piú gli Stati a governare i loro paesi , ma una finanza avida e anche massone, che vuole governare il mondo, ascolti che dice Papa Francesco, " questa economia uccide" . Secondo Lei esagera, o dice sostanzialmente il vero?

 
26/05/2015 - Certo che le credo! (Rodolfo Spezia)

Dopo circa 3 anni che leggo i suoi articoli,lei è diventato il mio riferimento e senza leggere i suoi pezzi non riesco a stare.Spero di poterla seguire a lungo sul Sussidiario,e se dovesse abbandonare il Sussidiario, vorrei abbonarmi a una newsletter da lei curata.Complimenti e grazie.