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SPY FINANZA/ Dietro a Grecia e Podemos un nuovo '92 per l'Italia

Pubblicazione:martedì 26 maggio 2015

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L'Impero sta muovendo i suoi cavalli di Troia, la battaglia sta entrando nel vivo. Dopo i risultati elettorali ottenuti da Podemos in Spagna e Duda in Polonia, lo spettro delle forze anti-europeiste ieri ha fatto combinato con il sempre più possibile "Grexit" e ha affossato i listini del Vecchio Continente, spedendo il nostro spread fino al massimo da oltre 5 mesi di 153 punti base, una vera e propria impennata e di nuovo sopra la soglia psicologica del 2% di rendimento per il Btp decennale. 

Perché parlo di Impero? Ora ve lo spiego, partendo però da una domanda: a vostro modo di vedere, è possibile che solo l'acuirsi della crisi greca (e quei quattro figli di papà da centro sociale di Podemos), qualcosa con cui abbiamo a che fare da cinque anni, possa aver permesso un'ondata di panico simile sull'obbligazionario sovrano periferico? 

Partiamo da un presupposto: ieri era la giornata perfetta per un attacco speculativo o, quantomeno, per mandare un segnale, visto che i principali mercati erano chiusi per festività pubbliche. E parliamo di Stati Uniti con il loro Memorial Day ma anche di Regno Unito, Germania e Svizzera. Insomma, volumi bassi e quindi facilità di manovra, ottenendo il massimo effetto con movimenti non certo epocali. Come anticipato, poi, a questa situazione tecnica va unito l'impatto politico-psicologico del voto spagnolo e di quello polacco, entrambi in chiave anti-stabilità e quindi destinati ad amplificare il loro reale valore intrinseco. E poi, la Grecia. Qual è stata la novità da far tremare i polsi? Il 5 giugno Atene potrebbe quasi certamente non rimborsare il Fondo monetario del miliardo e 600 milioni dovuti. Sai che novità, una minaccia così l'abbiamo sentita a ogni settimana prima del rimborso nell'ultimo anno: perché ora gli strali di Tsipras dovrebbero essere diventati reali pericoli e non i soliti strepiti cui si è poi sempre trovata una soluzione, vedi emissioni a breve di debito per tamponare le falle in cassa? Mistero. 

Tanto più che proprio ieri Atene ha compiuto una parziale marcia indietro per ridurre la tensione e cercare la via di un accordo con i creditori. Il governo greco, infatti, non pensa di rimborsare il prestito del Fondo monetario internazionale a giugno in un'unica tranche, anche se l'esecutivo ellenico ha la responsabilità di rimborsare tutti i suoi impegni interni ed esterni e lo farà il prossimo mese come meglio potrà, come ha precisato il portavoce del governo ellenico, Gabriel Sakellaridis. «Sulla base dei nostri problemi di liquidità, abbiamo una necessità imperativa di raggiungere l'accordo il prima possibile. Pagheremo i nostri impegni come meglio potremo. È responsabilità del governo pagare tutti i nostri obblighi», ha chiosato. 

Una cauta precisazione giunta dopo l'affondo di domenica del ministro dell'Interno greco, Nikos Voutsis, il quale aveva detto che Atene non rimborserà nessuna delle quattro rate in scadenza a giugno al Fmi: «Le quattro rate per il Fmi valgono un miliardo e 600 milioni, questo denaro non sarà versato e non ce n'è da versare». Scusate, ma da quando su temi così sensibili un governo affida la propria posizione al ministro dell'Interno? Cosa c'entra chi gestisce l'ordine pubblico con i conti del Paese? Anomalie, come al solito. Certo, se si conoscesse il retroterra di Voutsis si capirebbe maggiormente. 

Di più, sempre ieri il portavoce di Atene ha spiegato che il suo governo «non ha chiesto un'estensione del piano di salvataggio, né ci è stata proposta», mentre è «ancora alla ricerca di un compromesso complessivo, in grado di indirizzare il peso del debito». A detta del funzionario è possibile raggiungere un accordo «in breve tempo», anche se i problemi suo tavolo restano «l'Iva, le pensioni e il mercato del lavoro». Inoltre, il portavoce esclude la possibilità di imporre un controllo dei capitali o un "haircut" della Bce sui collaterali per i prestiti alle banche e fa sapere che il governo è in grado di pagare stipendi pubblici e pensioni «a maggio». Insomma, dov'è tutto questo precipitare della crisi rispetto agli ultimi mesi, tale da giustificare spread a cannone come ieri? 


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COMMENTI
27/05/2015 - Complimenti (roberto nicola)

Mi associo ai complimenti per i suoi articoli. Si ricordi che la seguono anche alcuni ignorantotti come me, che non sono addentro nelle cose di finanza, per cui se ogni tanto le scappasse un linguaggio più semplice sarebbe più agevole seguirla. Noi si lavora ( per fortuna ancora ) e si ha poco tempo di istruirsi per seguirla al 100%. Bravo comunque!

 
26/05/2015 - Il (i) bluff (Renato Mazzieri)

Analisi ineccepibile.

 
26/05/2015 - I dati a volte ingannano (Diego Perna)

In Grecia chiudono 59 imprese al giorno, mi piacerebbe sapere quante in Italia, sebbene si parli da noi di ripresa, solo perché il pil crescerá , forse, questo anno di 0,3 punti, sbandierato come fosse il 30%. E poi in Grecia si son vendute il 47% in piú di mercedes non significa nulla, quante ne hanno comprate ii benestanti ancora rimasti, che magari hanno capitali e attivitá in altri paesi, l'anno passato, 120? Non significa nulla per un popolo intero che come Lei racconta, non ha piú strumenti per la pressione negli ospedali. Io non credo sia ideologico Tsipras quando dice che o paga gli stipendi, con cui la gente ancora sopravvive, o restituisce il Miliardo e sei alla Bce o all' Fmi, Lei mi scusi cosa farebbe per non far chiudere le imprese, quello che fa Renzi, cioé un tubo, a parte dire ogni giorno che siamo usciti dalla recessione perché facciamo una riforma al giorno? Ma dove? Allora non contribuisca anche Lei alla confusione, dica solo che non sono piú gli Stati a governare i loro paesi , ma una finanza avida e anche massone, che vuole governare il mondo, ascolti che dice Papa Francesco, " questa economia uccide" . Secondo Lei esagera, o dice sostanzialmente il vero?

 
26/05/2015 - Certo che le credo! (Rodolfo Spezia)

Dopo circa 3 anni che leggo i suoi articoli,lei è diventato il mio riferimento e senza leggere i suoi pezzi non riesco a stare.Spero di poterla seguire a lungo sul Sussidiario,e se dovesse abbandonare il Sussidiario, vorrei abbonarmi a una newsletter da lei curata.Complimenti e grazie.