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BANCHE E POLITICA/ Visco e il "compito a casa" pronto per l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 27 maggio 2015

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Visco sul questo è stato molto chiaro, anche nel fornire alcune "istruzioni per l'uso". Le aggregazioni fra banche, ha ricordato, non hanno esiti "scontati". Funzionano veramente quelle che conseguono reali miglioramenti nell'efficienza operativa. E il Governatore si è preoccupato di precisare i versanti rilevanti. Razionalizzazione di reti di sportelli divenute estese e talora ridondanti; maggior dimensione come volano di investimenti in tecnologia innovativa; modernizzazione dei processi di valutazione e controllo del rischio: è questo che una buona fusione bancaria deve generare. E' chiaro che merger dominati dalle sole ragioni della Borsa alla Vigilanza interessano poco. E' per questo che - ed è una notazione personale - mai come in questa fase sarebbe utile una qualche forma di regìa del riassetto bancario, non solo in Italia.

 

Le autorità monetarie chiedono impegni forti alle banche, ma quale impegno istituzionale possono offrire?

Ieri il Governatore ha mostrato una determinazione niente affatto di routine nel chiedere "flessibilità" nello sviluppo progressivo dei nuovi standard di supervisione dell'unione bancaria. Esattamente come il presidente della Bce, Mario Draghi, ha convinto i colleghi europei a misure monetarie non convenzionali per perseguire gli obiettivi strategici dell'Unione economico-monetaria, Visco ha spiegato molto bene come il rilancio del credito in Europa - soprattutto a beneficio della vasta piattaforma delle piccole e medie imprese - necessita un'adozione intelligente, non rozza e rigida, dei nuovi sistemi di vigilanza internazionali. Anche il Governatore italiano, tuttavia, ha un suo personale "compito a casa" per i prossimi mesi.

 

Quale?

Dare la spinta finale alla creazione di una bad bank per il sistema italiano. Non è immaginabile che le banche italiane - gravate a livello aggregato dal 18% di bad loans - riespandano i loro portafogli creditizi senza il varo di misure di gestione speciale dei crediti problematici. La bad bank italiana si può fare, si deve fare: presto.



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