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SPY FINANZA/ Le "turbo-banche" pronte a far danni in Italia

Pubblicazione:mercoledì 27 maggio 2015

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Sapete già come la penso al riguardo: l'idea di dover aiutare ancora le banche di certo non mi pare la più giusta al mondo, ma occorre essere realisti e non ideologici, quindi si faccia - in fretta - ma in maniera trasparente, se possibile. Detto questo, a salvataggio diretto da parte dello Stato finito, un Paese serio prenderebbe i signori banchieri, li farebbe sedere in una stanza linda e seriosa e direbbe loro: "Carissimi, vi abbiamo salvato le terga per l'ennesima volta, l'ultima. Se da domani non ripartono e di gran carriera gestione del risparmio ed erogazione del credito a condizioni giuste, saltano come tappi di spumante a Capodanno le vostre licenze sulla raccolta. Addio sportelli, addio bancomat, addio conti correnti: andate a fare gli speculatori a pieno titolo e H24 ma con i vostri soldi, questa volta". Almeno, così dovrebbe andare e andrebbe se il sottoscritto avesse parola al ministero delle Finanze o a Bankitalia, ma siccome ce l'ho solo su queste pagine, tranquilli: faranno la bad bank, ma le banche commerciali continueranno a fare la banche d'investimento, il modello ormai è quello anglosassone, c'è poco da fare. 

La prossima degenerazione? Puntare tutto sul credito al consumo e le carte revolving, la via americana in grande stile. Ma fallirà, ve lo dico da subito. Perché grazie a Dio non siamo l'America, siamo un Paese in cui chi fa impresa ragiona come un padre di famiglia e non un pescecane, ovvero investe 7 se ha 10, perché non si sa mai cosa può accadere: altrove, invece, vige la legge della leva, ho 5 e investo per 500 grazie alla finanza e ai suoi strumenti. D'altronde, se lo fa l'Ue con il meccanismo Juncker, il più grosso derivato della storia europea, perché non dovrebbero farlo le banche che sono soggetti di diritto privato! 

Vi lascio con un grafico che compara le fonti di finanziamento di aziende europee e Usa: come vedete, negli Stati Uniti si usa tantissimo il prestito obbligazionario come fonte di finanziamento degli investimenti, mentre in Europa è il sistema bancario la vera dinamo dell'economia reale. Vogliamo cambiare questa logica? Io non sono d'accordo ma va bene, il progresso secondo alcuni lo impone: ma siamo propri sicuri che una cosa così si fa dalla sera alla mattina? E poi, Enron e le decine di fallimenti in corso nel settore shale statunitense non dovrebbero insegnarci niente sui limiti - e i trucchi - dell'obbligazionario corporate di massa? Emittenti contenti e detentori fregati è la nuova regola della prosperità? 

Pensateci, perché qui il 90% dell'economia è fatto di Pmi, piaccia o meno: e vedo difficile far capire al solito artigiano della Valchiavenna che il prestito obbligazionario high-yield possa cambiare la sua vita e migliorare il suo lavoro, nonostante imponga qualche piccolissimo rischio ontologico. Già, perché piaccia o meno si chiama ancora lavoro. Non business. 

 



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COMMENTI
27/05/2015 - Separazione Finanza / Banca Commerciale (Michele Tamburri)

E' assolutamente NECESSARIO ed URGENTE tornare alla SEPARAZIONE tra FINANZA e BANCA COMMERCIALE, altrimenti l' orizzonte, quantomeno in Europa (ma anche globalmente), sarà quello di un susseguirsi di BOLLE che andranno sempre più ad atrofizzare la struttura dell' Economia Reale. PREMESSA FONDAMENTALE è che le BANCHE (in particolare quelle italiane) NON POSSONO CONSIDERARSI AZIENDE COME TUTTE LE ALTRE. Esse GESTISCONO il RISPARMIO dei CITTADINI, vale a dire una MATERIA alquanto SENSIBILE, e SONO ad elevatissima LEVA finanziaria dato che i DEPOSITI sono DEBITI. Anzi si potrebbe arrivare a dire che i VERI AZIONISTI sono proprio i DEPOSITANTI/RISPARMIATORI (i quali anzi nel prosieguo saranno sempre più esposti a Rischi Default). Stante poi l' INDISPENSABILE FUNZIONE di INTERMEDIAZIONE CREDITIAZIA che le le predette BANCHE sono tenute a svolgere, CIO' che CONTA NON SONO TANTO LE DIMENSIONI ("TOO BIG TO FAIL"), che pure possono avere una loro rilevanza, ma SOPRATTUTTO L' EFFICIENZA e la CAPACITA' PROFESSIONALE (e NON RELAZIONALE) di FARE CREDITO. Quindi, al di là di un comprensibile eventuale Investimento in Titoli di Stato ( e comunque entro certi limiti), l' Utilizzo della RACCOLTA per FINANZA SPECULATIVA deve essere assolutamente EVITATO. Nulla toglie che non si possa EFFETTUARE una tale ATTIVITA' FINANZIARIA , ma occorre ricorrere ad appositi VEICOLI da essere SUPPORTATI esclusivamente da MEZZI PROPRI e quindi CAPITALE di RISCHIO degli AZIONISTI.

 
27/05/2015 - Capitale finanziario e capitale monetario (Renato Mazzieri)

Il comportamento del sistema bancario dipende dal livello di concentrazione e di accentramento del capitale ed è effetto dell'attuale fase del capitalismo (sovrapproduzione seguita da sottoconsumo) determinata anche dallo stesso sistama bancario. Vive alla giornata perché non considera (per sua natura) che la parte di crediti (pubblici e privati) del sistema finanziario pari alla differenza fra totale del valore di mercato dei consumi e totale del valore riconosciuto alla forza-lavoro è inesigibile e quindi è come se fosse inesistente.