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CRISI GRECIA/ Ecco il "numero" che può portare all'accordo Tsipras-Ue

Pubblicazione:giovedì 28 maggio 2015

Tsipras e Juncker (Infophoto) Tsipras e Juncker (Infophoto)

È senz’altro come dice Padoan, l’Italia non ha molto da temere. È vero che siamo esposti per 40 miliardi di euro, una cifra pari al 2% del Pil, ma sappiamo anche che il nostro Paese è sotto l’ombrello del Quantitative easing, e quindi in una situazione completamente diversa rispetto al 2011. L’Italia ha inoltre un rapporto debito/Pil che tende alla stabilità, e che soprattutto potrà migliorare tantissimo se continueranno condizioni minime di Quantitative easing.

 

Draghi è in grado di tenerci al sicuro da ogni rischio di contagio?

Sì, il presidente della Banca centrale europea ha tutte le munizioni per poter ottenere questo risultato e tenerci quindi al sicuro.

 

Allora ha sbagliato Ignazio Visco quando riferendosi alla Grecia ha parlato di “tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti”?

È giusto temere le possibili conseguenze di un default greco, ma non penso che si possano verificare dei grossi terremoti. Prima del Quantitative easing i rischi c’erano, ma dopo che la Bce ha deciso di intervenire ritengo che non succederebbe nulla.

 

Giampaolo Galli (Pd) ha proposto: “Tassiamoci per aiutare i greci a restituire il proprio debito”. Che cosa ne pensa?

La questione non è tassarci, bensì riconoscere le condizioni eccezionali della Grecia. Chi deve fare un passo avanti è l’Ue. E chiaro che le concessioni ad Atene avranno un costo per la stessa Italia, ma nel medio termine facendo ripartire il Paese ci saranno benefici anche per noi.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
29/05/2015 - Non se ne può più delle supercazzole dei governi (Pietro Sita)

Padoan non è preoccupato??? IO si perché dopo aver sentito, 3 anni fa, il delirio di Monti che affermava in un impeto di allegria (inconsueto per lui) che il successo della UE era sancito dalla soluzione del problema greco, mi chiedo come mai siamo al punto di partenza e con dei fondamentali peggiorati. Se l'europa è messa in questo modo è perché è FALLITO completamente il modello che è stato imposto da un elite finanziaria di pazzi psicopatici. La responsabilità della politica è di avere preso consiglio dagli stessi elitari che avrebbe dovuto controllare. Oggi nessun politico che ha sostenuto ciecamente il progetto europeista ha il coraggio, di fronte a questo disastro, di rendere conto degli errori e delle valutazioni errate che ha preso. L'ostinazione con cui l' UE cerca un compromesso è la dimostrazione che c'è la paura folle di un crollo finanziario, di un contagio che si estenda a livello mondiale; non a caso anche gli americani spingono per continuare la commedia dei prestiti alla Grecia: la loro filosofia è di continuare a calciare il barattolo in avanti senza mai chinarsi a raccoglierlo e buttarlo nell'immondizia. Il barattolo ce lo ritroveremo ancora li tra qualche anno. La speranza che l'economia riparta per rendere gestibile il debito è una favola. L'america, il giappone e la Cina con tutti i QE che hanno fatto negli anni sono sull'orlo di una nuova recessione. Urge una nuova Bretton Wood , urge l'abolizione della riserva frazionaria delle banche, studiate!!