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FINANZA E POLITICA/ Italia, un buco nel bilancio per colpa dei "furbetti" (al Governo)

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Abbiamo un debito addizionale di 10 miliardi di euro, che valgono 3 decimi di punto di Pil. Il governo dovrebbe in primo luogo dire che quella del tesoretto è stata una bufala, e poi dovrebbe cercare le risorse attraverso imposte o, come sarebbe preferibile, tagli di spesa. Invece di una spending review da 10 miliardi, sarà necessario farla da 20: ritengo che non sia un obiettivo impossibile da raggiungere. Probabilmente non si otterrà subito, ma almeno si comincia ad andare nella direzione della trasparenza, della chiarezza e di un reale risanamento dei conti.

 

Il governo a questo punto dovrà rinunciare a estendere la decontribuzione per i contratti a tutele crescenti?

Sì, in quanto ritengo che non ci siano risorse per più di 400mila occupati. L’unico risultato della decontribuzione sarà quello di avere trasformato 400mila posti di lavoro a tempo determinato in altrettanti a tempo relativamente determinato, come sono i contratti a tutele crescenti. Personalmente ritengo eccessivo aspettarsi che il Jobs Act avrebbe risolto i problemi della disoccupazione.

 

Gli 80 euro ai meno abbienti erano stati pensati per aumentare i consumi. Restituendo questi 10 miliardi ai pensionati si rischia che vadano a finire in risparmi?

Anche gli 80 euro sono finiti in risparmi. Sono stati utilizzati soprattutto per pagare i mutui, le rate di rientro dalle banche e le cartelle di Equitalia. Quando arrivano fonti di entrate straordinarie come gli 80 euro, o come potrebbe essere un domani la restituzione dei 10 miliardi ai pensionati, il primo obiettivo delle persone è quello di ridurre la portata del debito privato.

 

(Pietro Vernizzi)

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