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SENTENZA PENSIONI/ Sapelli: così i tecnocrati "guidano" l'Italia verso i disastri

Pubblicazione:mercoledì 6 maggio 2015

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Siamo ormai al corrente dell'incapacità scritturale e cognitiva degli uffici legislativi delle due Camere, mente un tempo in quegli uffici sedevano grandi esperti di rito parlamentare che oggi non riusciamo neppure più a immaginare. Le responsabilità delle tecnostrutture, insomma, mi paiono enormi. E poi non si può sfuggire dalla considerazione che i governi dei tecnici, anzi il governo dei tecnici per eccellenza, continua a partorire in ritardo, ma pur sempre attivamente, mostri giuridici che confondono le sorti della vita di decine di migliaia, centinaia di migliaia, di persone. Dopo gli esodati, eccoci in questo pasticcio alla Fornero che, son convinto, passerà alla storia per fondare una sorta di retorica sulle e delle cose che non si devono fare se non si è capaci di farle.

Una di queste è la politica. Difficile arte che inizia con l'amore per il soggetto, per la persona e finisce con la capacità di essere umile. E come diceva Simone Weil, la prima umiltà, la prima delle virtù penultime, si connota della riservatezza e del rispetto umano di riconoscere ciò che non si sa fare e nel chiamare in soccorso coloro che sanno - qualsivoglia età o status sociale essi abbiano.

Ma è un passo troppo forte che "la boria dei dotti", come diceva Franco Antonicelli, troppo spesso non sa compiere.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
06/05/2015 - commento (francesco taddei)

gli uomini di sinistra cazzola e sapelli vedono i pensionati non vitaliziati come un costo. solo chi ha reddito alto per loro è risorsa. tali e quali allo schifaelezioni di monti.