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SPY FINANZA/ Le "micce" pronte a far saltare i mercati

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E attenzione a quanto sta accadendo proprio attorno al Bund per capire tante cose, in primis cosa farà la Fed e in seconda battuta quanto durerà ancora il dollaro forte (e quindi l'euro deprezzato). Lunedì il Bund a 10 anni ha visto il suo rendimento toccare i 42,5 punti base, un movimento di leva pari a 10x rispetto ai minimi di quindici giorni fa - 4,9 punti base - e prima che Bill Gross e Jeff Gundlach annunciassero al mondo la loro intenzione di andare short proprio sul decennale tedesco. Perché dobbiamo guardare con enorme attenzione a questa dinamica? Che lo spiega plasticamente il primo grafico a fondo pagina, il quale ci mostra l'inquietante precedente del Giappone nel 2003, un emittente sovrano con obbligazioni a bassissimo rendimento che di colpo vide il suo mercato bond collassare. 

E perché accadde? Alan Greenspan, all'epoca capo della Fed, tagliò i tassi di interesse meno di quanto il mercato si attendesse. Non suona nessuna campana di similitudine con la situazione attuale? 

E attenti, perché l'ultimo grafico ci dice una cosa molto chiara: è già in atto oggi la "grande rotazione" da mercato azionario a quello obbligazionario, situazione che significa sostanzialmente due cose. Ci si aspetta una Fed più attendista sul rialzo dei tassi ma si rischia un ingorgo potenziale, ovvero flussi infiniti verso l'obbligazionario (quindi concorrenti reali per Bce e Bank of Japan nei loro Qe) e outflows dall'azionario, visto che gli investitori professionali già oggi stanno prendendo profitto e dando seguito al motto "sell in May and go away". Ma in una situazione simile, senza nuovi inflows verso le equities, il rischio di una correzione sale e non a livello di mesi di attesa, ma di settimane. 

Guardate a cosa è successo in Cina l'altro giorno una volta ritoccati i margini di operatività e amplificate la situazione per 100. Vi avvicinerete all'enorme margin call globale che un singolo errore delle Banche centrali potrebbe innescare sui mercati.

 

 

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