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DALLA GRECIA/ Lo "scaricabarile" che avvicina Atene al default

Pubblicazione:giovedì 7 maggio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Tra tante incertezze, smentite e cambi di passo, un fatto è certo: nella prossima riunione dell'Eurogruppo non si prenderà alcuna decisione sulla Grecia. Senza un messaggio "positivo" sull'andamento delle trattative, la Bce non dovrebbe agevolare il finanziamento, con emissione di nuovi Buoni del Tesoro. Dunque Atene è legata al meccanismo dell'Ela. Ma fino a quando?  Il vice primo ministro, Yannis Dragasakis, era a Francoforte per incontrare Mario Draghi. L'incontro non ha prodotto il risultato sperato da Atene che chiedeva  un alleggerimento delle pressioni della Bce. Finito il discorso del vice primo ministro, è stata la volta di Mario Draghi: "In mano ho il non paper del suo governo che parla di rottura con i creditori". Poco prima del colloquio, infatti,  il governo aveva pubblicato il "non paper" in cui declinava ogni responsabilità sul possibile fallimento dei colloqui con in creditori. Dragasakis è rimasto di sasso. Quella dichiarazione rappresentava il fallimento della sua missione a Francoforte.

Dunque tutto ancora è in alto mare. Il 12 maggio sapremo se Atene pagherà la rata del debito al Fmi. Comincia invece a venire a galla la vera cultura politica dei dirigenti Syriza. Più si ingarbuglia la matassa delle trattative, più le posizioni si irrigidiscono e più l'anima populista-vetero-comunista di alcuni esponenti viene a galla. Si pensava che, nonostante la dura opposizione degli anni scorsi, quando il partito era un minuscolo drappello di "duri e puri", una volta al governo avrebbe, di fronte alla prassi di governo, abbracciato le idee della social-democrazia. Niente di più errato. "Il prossimo passo dei lavoratori sarà quello di appropriarsi dei mezzi di produzione", sostiene l'europarlamentare Manolis Glezos (il cui unico merito è stato quello di ammainare la bandiera nazista dal pennone dell'Acropoli). 

Scrive invece Yannis Milios, ex responsabile del programma economico di Syriza: "Il mandato del governo è duplice: interrompere le politica di austerità, raggiungere un accordo con i creditori per le coperture finanziarie dello Stato. Se i creditori sono indifferenti alla democrazia e alla volontà del popolo ellenico e chiedono che l'austerità continui (cioè chiedono al governo di non rispettare la volontà del popolo ellenico), allora una sola è la soluzione: non pagare i debiti". Dichiarazioni massimaliste che preoccupano il partito comunista - quello della falce e del martello. Forse che Syriza stia erodendo la sua base elettorale?
A oggi, anche il governo si è allineato sulle posizioni estremiste e Tsipras sembra su una bicicletta: resta in piedi finché pedala. È stato così finora - o per lo meno sta gridando ai quattro venti che sta pedalando, ma in quale direzione? Alla fine la società ellenica potrebbe accorgersi che sta in sella a una "cyclette", ma sarà forse troppo tardi, qualcuno dovrà pagare i danni arrecati.



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