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FINANZA/ Il "rapporto Q" che annuncia un'altra crisi

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Sarà per questo che alcune tra le più importanti società al mondo che gestiscono gli Etf si stanno preparando a far fronte a una forte crisi di liquidità, assicurandosi maggiori linee di credito bancarie, a cui attingeranno nel momento in cui le turbolenze temute di verificheranno. Le manovre che i colossi finanziari stanno adottando, evidentemente per prepararsi a qualcosa di grosso, alimentano diversi dubbi sulle reali condizioni di salute dei mercati e della liquidità.

Nel frattempo in Ungheria durante una recente conferenza il direttore generale della Banca centrale ungherese (Mnb), Nagy Màrton, ha confermato che i prestiti per lo sviluppo dell'economia (finanziamenti in fiorini al tasso del 2,5% di durata massima 10 anni e con capitale proprio minimo al 20%) potranno essere erogati entro il 31 dicembre 2015, data oltre la quale il programma si dovrebbe fermare se non sarà riscontrato sul mercato un incremento dell'erogazione dei prestiti da parte delle banche commerciali di almeno il 4-6%.

Questo si chiama fare gli interessi del popolo. Ovviamente può farlo perché in Ungheria c'è una ancora moneta nazionale. Per queste possibilità serve una moneta nazionale.

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