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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Il "rilancio" di Atene che può evitare il default

Continuano le trattative per evitare il fallimento della Grecia. Tsipras sembra pronto a una nuova proposta, ma deve vincere le resistenze interne a Syriza. Il punto di SERGIO COGGIOLA

Tsipras e Juncker (Infophoto)Tsipras e Juncker (Infophoto)

A ricordare che la Grecia è un Paese democratico -  a dispetto del Fmi che a suo tempo definì Atene un "cattivo cliente", dimenticando che fino ad allora il fondo aveva avuto a che fare con paesi a struttura oligargica, o a democrazia limitata - ieri il Consiglio di Stato (la nostra Corte dei conti) ha dichiarato anticostituzionale il taglio alle pensione avvenuto nel 2012. A mitigare la sentenza il Consiglio aggiunge che la norma non è retroattiva, ma entrerà in vigore appena la decisione verrà formalizzata. Fatti due calcoli, l'aggravio per le casse statali si aggira sul miliardo di euro. Il ministero delle Finanze ha commentato affermando che la decisione deve essere rispettata, ovviamente tenendo conto della situazione di cassa dei fondi pensione.

Se nel programma elettorale di Syriza si prevedeva il ripristino dell'ammontare delle pensioni al 2012, oggi questa sentenza mette ulteriormente in imbarazzo il governo, occupato oggi e fino al 18 giugno (giorno della riunione dell'Eurogruppo) a trovare la quadratura tra le richieste dei creditori e le sue proposte. Dopo l'incontro notturno di due giorni fa, in cui Frau Merkel e Monsieur Hollande hanno rimandato Tsipras - che ieri ha rivisto Jean-Claude Juncker per mettere a punto i dettagli dei futuri impegni - al tavolo delle trattative "tecniche" con il Brussels Group, Atene rilancia con un'altra proposta: l'estensione dell'attuale programma di aiuti fino a marzo 2016, data in cui spira l'accordo con il Fmi, cioè il prolungamento del secondo Memoradum (in questo caso si provvederà al conio di una nuova parola) e una clausola sul debito pubblico. A conferma ci sono le dichiarazioni del portavoce parlamentare di Syriza, Nikos Fìlis, il quale ha affermato che il Memorandum non verrà cancellato. 

L'obiettivo del governo è quello di continuare ad avere la "protezione" dei creditori europei (anche nel caso in cui il Fmi non dia altri fondi) e di permettere all'economia di riprendersi. In buona sostanza, qualora i creditori accettassero questa proposta, la Grecia sarà costretta a entrare nella logica "nuove misure in cambio di soldi", ma soprattutto dovrà superare l'esame della "valutazione" dello stato di cassa, esame che il governo Tsipras non ha mai voluto sostenere perché avrebbe riconosciuto ufficialmente l'esistenza del Memorandum. Ovviamente, la possibile estensione comporterebbe il congelamento di "azioni unilaterali" (per esempio, i rapporti di lavoro e altro ancora) e la smentita di parecchi annunci elettorali. 

Per il governo, questa proposta sarebbe "provvisoria" ed eviterebbe qualsiasi incidente finanziario. Atene non chiederà ulteriori fondi all'Europa, ma userà vecchi e nuovi "strumenti" nel contesto dell'attuale programma di sostegno economico che potrebbero coprire i bisogni del Paese per circa 25-30 miliardi. In cambio, la Grecia è disposta a mettere mano a misure pesanti, senza comunque oltrepassare la "linea rossa", un attivo di bilancio dell'1%, rispetto allo 0,75% finora proposto da Atene (la differenza si sostanzia in circa 450 milioni), e una modifica alle aliquote del Fpa (Iva). Come da copione, ieri in Parlamento, il ministro delle Finanze ha smentito il fatto che il governo avesse approvato la percentuale. 


COMMENTI
12/06/2015 - Non credo ai sondaggi (Pietro Sita)

Non credo assolutamente ai sondaggi messi in giro dai media sussidiati dagli eurostupidi. Premesso questo, se anche l'80% dei Greci preferirebbe rimanere nell'euro e semplicemente perché sono stati volutamente tenuti nell'ignoranza dei politici e dagli eurocrati. Mi chiedo per quale recondito motivo non ci sono giornalisti che hanno il coraggio di cominciare a spiegare ai cittadini come funziona la formazione del debito in europa e nel mondo grazie alla mafia delle banche centrali (CHE NON SONO ISTITUZIONI ma volgarissime banche guidate dagli stessi personaggi che hanno portato il mondo sull'orlo del tracollo finanziario!!!). Per quale motivo non fanno qualche ricerca sulla riserva frazionaria e sul signoraggio bancario....forse perché in pochi secondi si ritroverebbero sul marciapiede con un cartone in mano? Continuare a sostenere che i Greci e gli altri piigs devono pagare i bebiti è fuorviante. I Portoghesi e gli altri (tra cui gli italiani) che non accettano la tesi Greca e vogliono che facciano altri sacrifici, lo fanno perché i loro politici sono collusi con i banksters: sono traditori dei loro paesi. La Grecia sta tornando al medioevo grazie all'euro.Dal momento che giornalisti e politici non vogliono cittadini informati (la disinformazione di RAI News p totale),Internet offre la possibilità ai cittadini di fare le ricerche per proprio conto: datevi da fare prima che sia troppo tardi!!Studiate il caso dell'Islanda.