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FINANZA/ Giannino: c'è una "tassa killer" di cui nessuno parla

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La Corte dei conti si riferisce soprattutto al passaggio da Tasi a local tax che dovrebbe avvenire nel 2016. L’Anci concepisce la local tax come il passaggio attraverso il quale si procede a un recupero dei margini persi nei trasferimenti pubblici, e ciò comporterà un ulteriore aggravio della tassazione locale. La local tax è uscita dal dibattito pubblico, ma è al centro del confronto riservato tra Anci e governo.

 

Quali sono le cause di questo circolo vizioso?

Invece di perdere due anni sulla spending review, se fin dal 2012 avessimo adottato quello che proponeva Cottarelli saremmo in condizioni migliori. La spending review è come la Salerno-Reggio Calabria, ci sono molti annunci ma non arriva mai. Mi auguro quindi che nel passaggio da Tasi a local tax, il governo fissi delle asticelle molto severe sul fatto che non si può continuare a immaginare un recupero per via fiscale dei tagli dei trasferimenti.

 

Dove vanno reperiti i fondi?

Bisogna incardinare il passaggio alla local tax in una revisione profonda delle diecimila società locali partecipate. È da qui che vanno recuperati dei miliardi di spesa. Questa proposta è una modalità concreta per preservare la crescita dell’Italia. L’inasprimento delle tasse sugli immobili ha avuto infatti un effetto micidiale sulla propensione ai consumi che si aggiungeva al dato reale della diminuzione del reddito disponibile.

 

Perché?

In media in Italia esistono 1,4 unità immobiliari per famiglia. L’effetto povertà dovuto alla perdita di valore medio dell’unità immobiliare ha motivato gran parte di ciò che Renzi continua a chiamare il risparmio “da paura”, cioè figlio della paura degli italiani. Le famiglie italiane, che non sono stupide, hanno visto in questi anni che la pressione fiscale continua ad aumentare a livello locale, e quindi di fronte alla ripresa del reddito disponibile preferiscono risparmiare anziché consumare, perché sanno che la pressione fiscale aumenterà ancora.

 

(Pietro Vernizzi)

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