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PAGAMENTO TASI 2015/ Calcolo, aliquote e detrazioni a Bari

Pubblicazione:venerdì 12 giugno 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 giugno 2015, 17.50

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CALCOLO TASI 2015 A BARI, SCADENZA, ALIQUOTE E DETRAZIONI - Nel capoluogo pugliese il 16 giugno è l'ultimo giorno utile per pagare l'imposta (la scadenza Tasi è stata fissata, inderogabilmente, per tale data, in tutti i comuni italiani). Il comune di Bari non ha deliberato nel 2015 e quindi per calcolare l'acconto si dovranno seguire le regole fissate lo scorso anno: per non sbagliare, ciascun contribuente può calcolare l'acconto di giugno considerando la Tasi totale versata nel 2014 e dividendo l'importo per 2. Le aliquote Tasi, quindi, restano ferme al 3,3 per mille e sono confermate esenzioni e detrazioni: non devono versare la Tasi i nuclei familiari che nell'anno precedente hanno conseguito un reddito inferiore ai 10.000 euro, hanno diritto alla detrazione da 100 euro (da suddividere tra acconto e saldo di dicembre) i nuclei familiari con reddito compreso tra i 10.000 e i 15.000 euro. 

PAGAMENTO TASI E IMU 2015, IL FONDO PER LE DETRAZIONI STANZIATO DAL GOVERNO Con il Consiglio dei ministri di ieri, il Governo ha approvato il decreto enti locali, che stanzia 535 milioni di euro per le detrazioni Tasi e Imu dei comuni. La cifra è inferiore a quella dell’anno scorso (630 milioni), ma permetterà comunque ad alcuni cittadini di avere uno “sconto” sulla tassa per la casa. Ricordiamo che ogni comune decide l’entità e i requisiti delle detrazioni in maniera totalmente autonoma. È sempre quindi necessario consultare le delibere comunali per scoprire se ne si ha diritto.

PAGAMENTO TASI E IMU 2015 - Entro il 16 giugno deve essere versato il primo acconto di Tasi e Imu, le imposte sugli immobili che fanno parte dell'Imposta Unica Comunale (IUC). I molti contribuenti in difficoltà nell'individuare le aliquote da applicare (per la Tasi è possibile utilzzare, per l'acconto, le aliquote dell'anno precedente, anche in presenza di delibera 2015) e le detrazioni da applicare si trovano di fronte ad un'ulteriore complicazione: nel caso in cui il debito Tasi o Imu sia superiore ai 1.000 euro (ipotesi tutt'altro che impossibile, soprattutto per l'Imu) il pagamento deve essere effettuato esclusivamente utilizzando i canali telematici, ossia l'home banking o i canali messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. La norma potrebbe mettere in difficoltà soprattutto i meno avvezzi all'utilizzo degli strumenti informatici più moderni, che potrebbero essere costretti, conseguentemente, a rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato, con un ulteriore esborso monetario, da aggiungere al pagamento del tributo. L'obbligo di effettuare i pagamenti superiori ai 1.000 euro esclusivamente con modalità telematiche (eliminando la possibilità di presentare l'F24 cartaceo) è stato introdotto lo scorso ottobre, con l'obiettivo di ridurre i costi di riscossione. 



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