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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ La "sindrome da accordo" avvicina il fallimento

Alexis Tsipras e Angela Merkel (Infophoto)Alexis Tsipras e Angela Merkel (Infophoto)

Ieri da Bruxelles sono partite due bordate piuttosto violente. La prima da Jean-Claude Juncker: "Le trattative continueranno prima a livello tecnico, poi a livello politico", aggiungendo che l'accordo deve concludersi entro i prossimi giorni. La seconda dal Presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: "La Grecia non ha altra scelta se non prendere difficili decisioni se vuole assicurasi ulteriori finanziamenti che servono ad evitare il default. Se la Grecia  non accetta il fatto che non ci sono soluzioni facili, allora resterà da sola. Non possiamo aiutare la Grecia se la Grecia non vuole essere aiutata".  La Borsa di Atene, invece, rotola sulle montagne russe. Ieri ha perso il 5%.L’agenzia Bloomberg da parte sua ha fatto due calcoli sui costi di questa estenuante trattativa.

Il giovane Tsipras ha perso per strada tutti i possibili interlocutori. Spera ancora in un colpo d'ala di Frau Merkel, ma la signora sembra più preoccupata per le reazioni negative del suoi parlamentari che di sentir parlare di Grecia sembrano essersi stufati, ma ha chiarito che "è giusto che si continui a parlare gli uni con gli altri, ancora e ancora".  Secondo un sondaggio, il 51% dei tedeschi è a favore di una Grexit, mentre il 70% dichiara che non si deve fare alcun sconto alla Grecia. 

E a casa sua Tsipras non è certamente sostenuto dalla sua maggioranza e dai suoi parlamentari. Proprio non riescono a stare zitti. Sembra che soffrano della "sindrome da accordo" che si manifesta in dichiarazioni che non fanno altro che avvelenare il clima politico ed economico. Nel frattempo il governo mostra le prime crepe, come da previsione. I due alleati, al di là delle lotta al Memorandum, non hanno alcuna linea politica comune, e dunque il risultato sulla votazione, in commissione, della legge sulla cittadinanza ai figli di coppie straniere, era scontato. La destra ha votato contro alcuni articoli della proposta. In soccorso al governo sono intervenuti i socialisti del Pasok.

A seguire si potrebbero citare altre "perle" ascoltate ieri e l'altro ieri. "Se non si arriva a un accordo, non pagheremo la rata al Fmi": Panos Kammenos, l'alleato di governo. "Dobbiamo scegliere tra rottura e sottomissione": Costas Lapavitsas, economista. Ma sarebbe soltanto una ripetizione di concetti, di analisi politiche, di "futurologia" già citati e che hanno tutti una data di scadenza: il 18 giugno. 

Data da considerare comunque con beneficio di inventario: è da inizio maggio che la deadline del blade game viene regolarmente posticipata. La data del game over è invece stabilita: 30 giugno.

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