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Riforma pensioni 2015 / Bellanova: "Dal 2017 aumento delle indicizzazioni"

Riforma pensioni 2015, le proposte del Movimento Cinque Stelle: rimborso più equo per complessivi 10 miliardi di euro da prendere con la centralizzazione della Consip.

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RIFORMA PENSIONI 2015 - Il tema del blocco delle indicizzazioni introdotto dal Governo Monti, e recentemente bocciato dalla Consulta, continua a tenere banco nella discussione legata alla riforma delle pensioni. Sull'argomento è intervenuto il Sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova che, nel corso dell'audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati (a cui ha partecipato anche il presidente dell'Inps Tito Boeri, che ha evidenziato i costi legati all'aumento della flessibilità nell'età pensionabile) ha auspicato un aumento dell'indicizzazione a partire dal 2017. Secondo il Sottosegretario a partire dall'1 gennaio 2017 potrebbe essere introdotta un'indicizzazione al 90% per gli assegni compresi tra 3 e 5 volte il minimo, e del 75% per gli assegni più elevati, penalizzati dal provvedimento introdotto dal Governo Monti e scarsamente tutelati dal decreto del governo, in attuazione della sentenza della Consulta, che ha sancito un rimborso, parziale, solo per gli assegni meno elevati. 

RIFORMA PENSIONI 2015, IL M5S PRESENTA LE PROPRIE PROPOSTE SUL RIMBORSO E RELATIVE COPERTURA – Il Movimento Cinque Stelle ha in più occasioni palesato la propria contrarietà al rimborso previsto dal Governo Renzi in ragione della sentenza con cui la Consulta ha definito incostituzionale il blocco delle rivalutazioni delle pensioni previsto dalla riforma Fornero. In particolare il cosiddetto Bonus Poletti viene definito dalla parlamentare Tiziana Cipriani una sorta di ‘mancetta’ in quanto prevede la restituzione di soli 2,6 miliardi di euro rispetto ai 17 miliardi complessivi. Entrando nel merito della proposta del M5S per risolvere la questione in maniera maggiormente equa, è prevista la restituzione integrale dal primo agosto per tutti i pensionati che percepiscono al massimo 4 volte la minima (2 mila euro netti). Per i pensionati che invece percepiscono un importo da 4 ad 8 volte la minima (tra 2 mila e 4 mila euro netti) ci sarà un rimborso integrale però dilazionato in cinque anni. Infine, facendo appello a quanto evidenziato dalla stessa Consulta sulla legittimità del blocco rivalutazione per pensioni oltre 8 volte la minima non sarà prevista alcun rimborso. Secondo il M5S il costo complessivo sarà di 10 miliardi di euro con coperture che dovranno essere prese dalla razionalizzazione delle spese della pubblica amministrazione e nello specifico prevedendo la centralizzazione della Consip cosa che permetterebbe di risparmiare circa 30 miliardi di euro.

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