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CRISI GRECIA/ Borghi: un pasticcio "firmato" Francia

Christine Lagarde (Infophoto) Christine Lagarde (Infophoto)

I Paesi che erogano il loro denaro al Fmi potrebbero andare dai vertici e dire: “Su quali basi avete scelto di prestare dei soldi alla Grecia?”. Il primo pensiero che sorge è che ci fossero dei conflitti d’interesse, e questi ultimi risultano in modo chiaro ed evidente. Il maggior creditore della Grecia era infatti la Francia. Così come Francia e Germania hanno messo i loro crediti “in condominio” attraverso il Fondo salva-Stati, lo stesso è avvenuto con i soldi del Fmi che sono stati prestati alla Grecia a condizioni e in momenti sbagliati.

 

Che cosa accadrà?

Ora si sta facendo concreto il rischio di un default, o quantomeno di una mancata restituzione dei debiti da parte della Grecia. E di conseguenza si sta facendo francamente imbarazzante per le autorità francesi spiegare le motivazioni per cui il Fmi ha prestato dei soldi quando la prudenza lo sconsigliava. I vertici del Fmi sanno benissimo di essere nel torto, e quindi tutta questa apparenza di severità è un goffo tentativo per recuperare credibilità. Nel momento stesso in cui le perdite da potenziali diventeranno reali, saranno richieste delle spiegazioni e per la Francia dare risposte potrebbe diventare molto difficile.

 

(Pietro Vernizzi)

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