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Pagamento Tasi e Imu 2015 / Calcolo: aliquote sugli immobili produttivi, confronto tra regioni italiane. Alcuni consigli pratici

Pagamento Tasi e Imu 2015: si avvicina la scadenza per il pagamento dell'acconto di giugno, che riguarderà anche gli immobili produttivi. Confronto tra le aliquote delle regioni italiane. 

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Mancano davvero pochissime ore alla scadenza per il pagamento di Tasi ed Imu 2015 e come spesso accade, ci sono svariati cittadini che rientrano nel club dei cosiddetti ritardatari. Ecco per loro una veloce guida per fronteggiare l’impellenza senza affanni. La prima cosa da fare è quella di recuperare i versamenti dello scorso anno e quindi verificare se nel proprio comune sia stata o meno variata l’aliquota (consultare sito del Ministero delle Finanze). Nel caso in cui ci siano stati cambiamenti la prima rata della Tasi è pari al 50% di quanto versato complessivamente lo scorso anno (acconto + conguaglio). Nel caso contrario si può versare ugualmente la prima rata al 50% del totale dello scorso anno e poi a dicembre calcolare il conguaglio. Nel caso si volesse calcolare l’importo esatto della prima rata allora occorre prendere il 5% della rendita catastale dell’immobile, moltiplicarla per un coefficiente che nel caso di abitazione è pari a160. Per quanto concerne l’Imu, va pagata soltanto per le seconde case e su terreni agricoli. Clicca qui per verificare se l’aliquota Tasi del proprio comune è stata variata.

La prossima scadenza del 16 giugno, data fissata per pagare l'acconto Tasi e Imu 2015, non riguarderà esclusivamente i privati ma anche le aziende, che dovranno versare le imposte, che fanno parte della IUC, sugli immobili produttivi. Anche in questo caso, confrontando le diverse normative presenti, emergono notevoli differenze tra regioni e province italiane: lo studio realizzato da Confartigianato ha messo in evidenza come, a livello regionale, l'Umbria sia la regione con il conto Imu e Tasi più salato e, al contrario, come la Valle d'Aosta sia la regione più virtuosa sotto questo aspetto. In Umbria le aliquote medie sugli immobili produttivi si attestano attorno al 10,34 per mille, seguono Campania (10,19), Sicilia (10,16), Lazio (10,15), Calabria (10,14), Puglia (10,12), Toscana (10,10), Marche (10,07) e Piemonte (10,02), regioni in cui le aliquote medie superano il 10 per mille e la media italiana, pari al 9,97 per mille. Le regioni più virtuose sono Friuli Venezia Giulia (8,97 per mille) e Valle d'Aosta (8,16), con aliquote medie inferiori all'8 per mille. 

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