BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Deutsche Bank, una nuova Lehman Brothers?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

In maggio, poi, uno dei dirigenti principali di Deutsche Bank, il Ceo Anshu Jain, ottenne una serie di deleghe strategiche da parte del board dell’istituto: una mossa legata alla crisi in atto, visto che solitamente scelte simili nelle grandi aziende si prendono come decisioni emergenziali? Il 5 giugno la Grecia non ripagò il proprio debito verso il Fmi: implicazioni per Deutsche Bank? Per quanto ne si sa no, visto che quanto andava fatto verso il debito di Atene fu fatto nella prima fase della crisi, quando Angela Merkel guadagnò tempo per salvare le sue banche e da allora l’esposizione degli istituti teutonici ai cosiddetti Piigs è diminuita moltissimo, in alcuni casi azzerata. Stando a dati della Banca per i regolamenti internazionali, alla fine del primo trimestre del 2011 le banche tedesche erano esposte alla Grecia per 234,8 miliardi, con Deutsche Bank a quota 2,5 miliardi, ma, stando alla Reuters, oggi la sua esposizione sarebbe di circa 300 milioni, briciole insomma. Perché allora tra il 6 e il 7 giugno scorsi - ovvero sabato e domenica (le decisioni prese nel weekend puzzano sempre di crisi o emergenza) e subito dopo il mancato pagamento della Grecia al Fmi - due Ceo della banca, lo stesso Anshu Jain e Jurgen Fitschen, annunciarono a sorpresa il loro addio all’azienda? Il primo lascerà Deutsche Bank a fine giugno e solo un mese dopo aver ottenuto nuove deleghe e l’espansione dei propri poteri, il secondo invece abbandonerà il prossimo maggio.

Veniamo poi al 9 giugno, quando Standard&Poor’s ha tagliato il rating di Deutsche Bank a BBB+, solo tre gradini sopra il “junk” e un livello più basso del downgrade patito da Lehman solo tre mesi prima di fallire. E sempre il 9 giugno scorso, le autorità giudiziarie hanno avviato una perquisizione nella sede centrale di Francoforte dell’istituto. Gli inquirenti stanno cercando le prove di una presunta truffa fiscale miliardaria operata da alcuni clienti dell’istituto, che non coinvolgerebbe al momento dipendenti della banca, ha precisato la stessa Deutsche Bank. Al centro delle indagini, stando ad alcune indiscrezioni della Bild, ci sarebbero operazioni di compravendita di azioni col fine di frodare il fisco: le indagini sarebbero partite dal caso di un avvocato fiscalista di Hessen e perquisizioni sarebbero state effettuate anche nelle filiali dell’istituto di credito tedesco a Parigi e Londra.

In seguito alla notiziail titolo di Deutsche Bank quotato alla borsa di Francoforte ha ceduto oltre il 2%, portando il prezzo di ogni singola azione sotto quota 28 euro. Solo una serie di segnali, nulla più, ma messi in fila e contestualizzati appaiono un po’ inquietanti. Tanto più che Deutsche Bank, negli anni, per mantenere i margini non ha solo erogato credito e gestito il risparmio, ma ha operato su asset classes più rischiose, esattamente come le altre grandi banche. Peccato che lo abbia fatto in maniera spropositata, visto che come mostra il grafico a fondo pagina Deutsche Bank siede su scommesse legate ai derivati per un controvalore di 55 triliardi di euro (75 triliardi di dollari), venti volte il Pil della Germania e cinque triliardi di dollari più dell’esposizione di JP Morgan!

Con un’esposizione simile, anche mosse relativamente limitate e contenute di mercato possono tramutarsi in perdite enormi: e di fronte a noi abbiamo non solo la Grecia, ma il Qe della Bce che perde colpi e soprattutto la Fed con la minaccia di rialzo dei tassi, la quale già oggi ha innescato il suo tantrum sui mercati emergenti, da cui gli investitori in dollari stanno scappando a gambe levate come non si vedeva dal 2008-2009.

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
16/06/2015 - Che strano : Israele è senza oro ! (Massimo Di Valerio)

Qualcuno sa spiegarmi come mai Israele ufficialmente non possiede oro ???