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SPY FINANZA/ Deutsche Bank, una nuova Lehman Brothers?

Pubblicazione:lunedì 15 giugno 2015

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Ora, però, mettiamo un po’ d’ordine. Quei 54,7 trilioni di euro rappresentano l’esposizione lorda, quindi il dato va ridimensionato visto che il mercato dei derivati - a differenza di quello azionario - è di fatto a somma zero, dato che per ciascuna posizione long esiste un posizione short uguale e contraria con il medesimo sottostante e la medesima scadenza. Quella massa spropositata lorda, ci dice quindi che Deutsche Bank è una banca specializzata sui mercati dei derivati, ovvero opera come market-maker su molti mercati dei derivati ed è leader nell’essere “primary dealer”, ovvero fornisce interconnessione diretta e deposito per moltissimi broker. Insomma, non esattamente il modo di fare banca sobrio e dai conti in ordine che la Bundesbank e Wolfgang Schaeuble ci propinano a ogni discorso ma poco male, la coerenza è dote rara anche in Germania.

Per capire il vero rischio di mercato è necessario andare a vedere l’esposizione netta, ovvero azzerando le posizioni uguali e contrarie, per ciascuna classe di derivati, su ciascuna scadenza e fare le somme. In base ai dati dell’ultimo bilancio, emerge che Deutsche Bank è esposta al mercato per 504,6 miliardi di euro in posizioni long e per 487 miliardi di euro in posizioni short, per un totale di 991,6 miliardi di euro. Al netto di questo dato, sicuramente a Deutsche Bank va tutto bene, ma rimane comunque un senso di agitazione addosso pensando al controvalore delle scommesse in atto sui derivati, visto che se anche il dato dei 55 triliardi di euro appare “fasullo” come market-risk a garanzia di quello reale di 991,6 miliardi ci sono circa 522 miliardi di depositi, in continuo calo e con turbolenze che possono innescare margin calls in ogni attimo.

La domanda finale è: come mai questa accelerazione della crisi greca e l’irrigidimento del Fmi dopo che la pantomima sul debito è andata avanti per anni? Il mancato pagamento del 5 giugno ha segnato il passo della trattativa? Perché allora accettare che tutti i pagamenti di giugno fossero accorpati nella data del 30 prossimo? Non è che Bce, Fmi e Ue hanno qualcosa di più urgente e importante da affrontare? Non è che un po’ di turbolenza sui mercati offerta da showdown greco e timore della Fed servirà a coprire perdite e deleverage forzato da parte della più grande banche tedesca, senza far insospettire i mercati globali sul suo stato di salute?

Certamente no. Ma il senso di timore resta. Visto che, oltretutto, giova ricordare alla signora Merkel e all’inflessibile Schaeuble che il sistema bancario tedesco è già stato salvato una volta con soldi europei, al pari di quello spagnolo, mentre quello italiano - in crisi, provinciale, schiacciato dalle sofferenze e dall’esposizione ai titoli di Stato quanto si vuole - no. Abbiamo già pagato, il problema è che se succede qualcosa di serio a Deutsche Bank non si tratterà più di indire una riunione in sede Ue e versare nuovi fondi d’emergenza: sarà la catastrofe sui mercati finanziari e dei derivati. E, di fatto, la fine dell’eurozona e un colpo mortale alla Bce, attraverso Target2. Speriamo davvero che tutti questi indizi messi in fila, non facciano una prova reale. 

P.S.: Oggi potrebbe essere un giorno fondamentale per la Grecia, quasi una prova generale di cosa potrebbe essere il "Grexit" se le pessime notizie giunte venerdì da parte del Fmi verranno prezzate dai mercati, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni delle banche elleniche. Ieri, però, si è aperto uno spiraglio. Christine Lagarde, numero uno proprio del Fmi, ha dichiarato che i prestiti verso l'Ucraina proseguiranno anche dopo un possibile default del Paese. Direte voi, cosa c'entra Kiev con Atene? Come ha ottenuto questa benevolenza da parte di Washington (al netto dei buoni uffici di George Soros) l'Ucraina? Vedendosi confiscare mesi fa come garanzia le riserve auree. E come mostra questo grafico, Atene ha 112,5 tonnellate d'oro di riserve nazionali: che dite, resteranno elleniche ancora per molto? Alla fine, penso che Alexis Tsipras opterà per il male minore, vendendo al popolo la formula della cessione unicamente a garanzia e potendo così portare avanti ancora per un po' le sue politiche ideologiche e fallimentari, evitando il voto anticipato. E il "Grexit" potrebbe sparire dai radar delle sale trading. Ancora per un po', almeno.  




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COMMENTI
16/06/2015 - Che strano : Israele è senza oro ! (Massimo Di Valerio)

Qualcuno sa spiegarmi come mai Israele ufficialmente non possiede oro ???