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DALLA GRECIA/ Le nuove 8 pagine che fanno sperare Atene

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Con la stessa metodologia si sono fatti i calcoli anche per la tassa sulla prima casa: il proprietario paga di più di quanto dovuto perché nella sua quota è prevista la percentuale di perdita dovuta a chi la tassa riesce a evaderla, sapendo che può farla franca. Ma non basta. Di fronte a una possibile contestazione da parte del contribuente, la giustizia prima di emettere una sentenza impiega almeno due-tre anni.

Oppure, ci si potrebbe chiedere perché sempre le istituzioni chiedono un altro taglio (sarebbe il quinto) delle pensioni. Indubbiamente il sistema pensionistico in Grecia non è sostenibile. Nonostante i tagli, la spesa pensionistica è aumentata negli ultimi due anni, perché è aumentato il numero di pensionati. Molti di loro, usando delle agevolazioni poi abolite, hanno preferito un assegno ridotto sicuro, piuttosto che non sapere quando avrebbero potuto andare in pensione con le nuove leggi. D'altra parte il rapporto tra pensionati e occupati è squilibrato verso i primi. Servirebbero investimenti che creassero posti di lavoro: ma chi oggi ha il coraggio di investire in Grecia? Una burocrazia inefficiente, una giustizia lentissima, un clima politico che vira pericolosamente a sinistra che non vuole privatizzare, tutti questi parametri inibiscono possibili iniziative di rilancio dell'economia.

Un manager italiano di una società italiana che opera in Grecia, alla domanda quali sarebbero state le sue reazioni di fronte all'aumento dello stipendio base (751 euro), che il ministro del Lavoro vorrebbe ripristinare, ha risposto che avrebbe dovuto licenziare del personale. Quanto poi ai contratti collettivi di lavoro, l'altra proposta, il manager ha ricordato che anche in quel caso nessun imprenditore, oggi, applicherebbe questa norma: il mercato è troppo volatile per applicarla.

Può sembrare un particolare insignificante: comprate dalla Spagna mandorle per un valore di 16 milioni di euro, acquistate alcune tonnellate di carta igienica dall'Italia per un valore di 32 milioni di euro. Adesso si discute per un accordo che sarà comunque temporaneo, se mai verrà votato dai "duri e puri". In seguito la "democrazia europea" dovrebbe arrivare a un soluzione globale senza che i greci non si sentano sottomessi. Dovrebbero essere loro a decidere il loro futuro, con un possibile governo di unità nazionale - sarebbe la prima volta - liberi dalla gestione parallela della politica da parte di terzi (troika), e magari imparando a raccogliere anche mandorle, anziché lasciarle marcire in terra.

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