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DALLA GRECIA/ Le due "piazze" che dividono Atene

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Un dato comunque è certo. Gli europei chiedono misure per 5,8 miliardi per questi ultimi sei mesi e per l'anno prossimo. Atene propone una misura di 5,6 miliardi per lo stesso periodo. La differenza numerica non è incolmabile, mentre le due parti non riescono a trovare un'intesa su dove operare i tagli e su come raccogliere soldi freschi.

"Alle persone non interessa se usciamo dall'euro o meno", sosteneva un giornalista lunedì scorso. Lo stesso giorno, dalle banche venivano ritirati 600 milioni di euro. A oggi (ieri per chi legge) negli ultimi tre giorni è stato prelevato un miliardo di euro. Ieri il campanello di allarme lo ha suonato anche il Governatore della Banca Centrale di Grecia, Yannis Stournaras, presentando la relazione sulla politica finanziaria 201-2015, sostenendo che un nuovo accordo è "necessario" allo scopo di allontanare incidenti immediati che sono presenti oggi per l'economia. 

Un intervento che certo non è piaciuto ad alcuni ministri che non hanno mai visto di buon occhio il Governatore, già ministro dell'Economia durante il governo Samaras, e dallo stesso poi nominato per la più alta carica della Banca Centrale. Per il momento parla la piazza, poi qualcuno dovrà decidere.

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COMMENTI
18/06/2015 - Cifre non attendibili (Moeller Martin)

I creditori contestano i dati forniti dalla Grecia, considerandoli numeri buttati lì a vanvera senza una reale copertura verificabile. Di conseguenza non si tratta di 200 millioni o poco più ma della distanza tra i 5,8 milliardi richiesti e lo zero tondo offerto dalla Grecia.