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Economia e Finanza

CRISI GRECIA/ Da Atene 9 capitoli di "verità" per ripudiare il debito

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Inoltre, esaminando l'impatto dei "programmi di bailout", si evince che le "misure che sono state adottate in linea con questi piani hanno direttamente colpito le condizioni di vita del popolo, violando i diritti civili, che la Grecia e i suoi partner sono obbligati a rispettare, proteggere e promuovere in base alla legge nazionale, regionale e internazionale. I drastici aggiustamenti imposti sull'economia e la società greca nel complesso, si sono tradotti in un deterioramento rapido del tenore di vita e rimangono incompatibili con la giustizia sociale, la coesione sociale, la democrazia e i diritti umani".

Il Capitolo 9 affronta la questione che mette in allarme l'Unione europea, dal momento che tutto cambierebbe se con la Grecia si creasse un precedente. Infatti, nella sezione del relazione si parla delle "fondamenta giuridiche per ripudiare e sospendere il debito sovrano ellenico". Come opzioni vengono presentate la cancellazione del debito, e si parla di quelle condizioni in base a cui uno Stato sovrano può esercitare il diritto di agire unilateralmente per ripudiare o sospendere il pagamento del debito, in base alle leggi internazionali.

Seguono diverse argomentazioni legali che dimostrano come uno stato può ripudiare unilateralmente il suo debito illegale, odioso e illegittimo. Nel caso di Atene, tale atto unilaterale potrebbe basarsi sulle seguenti argomentazioni: la cattiva fede dei creditori che hanno portato la Grecia a violare la legge nazionale e gli obblighi internazionali, riguardo ai diritti dell'uomo; la preminenza dei diritti dell'uomo nei confronti di accordi, come quelli che sono stati siglati tra i precedenti governi con i creditori o la troika; la coercizione; le condizioni ingiuste che violano in modo flagrante la sovranità greca e la Costituzione; e alla fine, il diritto riconosciuto dalla legge internazionale, che permette a uno Stato di adottare contromisure verso le azioni illegali dei creditori, che intenzionalmente danneggiano la sua sovranità fiscale, obbligandolo a contrarre debiti odiosi, illegali e illegittimi, che violano la autodeterminazione economica e i diritti fondamentali dell'uomo.

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