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DALLA GRECIA/ Le "figuracce casalinghe" di Tsipras e Syriza

Pubblicazione:martedì 2 giugno 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

"Se parlassimo solo con la Commissione europea avremmo già firmato l'accordo", sostenevano fonti governative. Invece il Fmi fa resistenza. Mentre gli europei chiedono misure per il biennio 2015-2016 per 4-5 miliardi (che il Governo ellenico ha accettato), il Fmi pensa che queste misure non abbiano alcuna ripercussione per l'anno in corso, di conseguenza l'asticella viene spostata verso i 7 miliardi. "Chi può firmare tagli di 2,7 miliardi (1,5% del PIL) fino a fine 2016 come chiede il Fondo?", si sostiene ad Atene. 

Numeri, notizie e smentite. Districarsi non è impresa facile, da almeno tre mesi. I fatti invece registrano intensi colloqui a tre - Tsipras, Merkel e Hollande - per arrivare a un'intesa "politica", in considerazione del fatto che i colloqui del Brussels Group segnano dei progressi. Altri fatti dicono che questa sarà per Atene una settimana critica: trattative e pagamento della prima rata di giugno verso il Fmi. I nodi sono sempre gli stessi, anche il clima, se si esclude la "cortesia" e lo "spirito di cooperazione" tra i tre protagonisti politici, non è molto cambiato, siamo sempre in frizione con i tecnocrati che esigono numeri e proposte concrete. Si sta lavorando a una bozza conclusiva che potrebbe essere approvata entro la fine di questa settimana. 

Da Berlino, dove si incontreranno Frau Merkel, Monsieur Hollande e Jean-Claude Juncker,  Tsipras aspetta la "fumata bianca", perché fonti comunitarie sostengono che nelle prossime ventiquattro ore si potrebbe arrivare a un accordo. E sarà  metà del percorso. Lo aspetta la metà in salita.

Atene insiste di aver fatto tutto il possibile. Anzi, Alexis Tsipras, che non ha ancora imparato l'arte della diplomazia, in un intervento sul francese Le Monde di domenica, ha usato parole piuttosto ingombranti nei confronti di alcuni "rappresentanti istituzionali" (il teutonico Schauble?). Il Tema: "Il popolo greco ha osato contestare la visione a senso unico dell'austerità rigorosa del memorandum". Lo svolgimento: "Bisogna dire le cose come sono: se non siamo ancora arrivati a un accordo, non è a causa della nostra intransigenza o di posizioni incomprensibili", si legge. "È piuttosto a causa dell'ossessione di certi rappresentanti istituzionali, che insistono su soluzioni irragionevoli mostrandosi indifferenti davanti al risultato democratico delle recenti legislative in Grecia, così come davanti a posizioni di istituzioni europee e internazionali che si dicono pronte a dimostrare flessibilità per rispettare le urne". 

Ancora più dura, poi, la spiegazione di "questa ossessione": "Una spiegazione facile sarebbe dire che risulta dall'intenzione di certi rappresentanti istituzionali di coprire il fallimento del loro programma e ottenere un'autoconferma di qualche tipo", osserva Tsipras. Ma "non credo che l'avvenire dell'Europa potrà dipendere da questa ossessione e dalla perseveranza di alcuni attori". Il leader di Syriza ha poi ammonito che "se alcuni pensano o vogliono credere che la decisione che ci aspetta non riguarderà altri che la Grecia, si sbagliano. Li rimando al capolavoro di Ernest Hemingway 'Per chi suona la campana?'". 


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