BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DALLA GRECIA/ Così Tsipras prepara le sue "ultime cartucce"

Pubblicazione:sabato 20 giugno 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Il giovane Alexis Tsipras è ottimista: "È uno sviluppo positivo nel percorso verso l'accordo". In un comunicato, il governo ellenico commenta la decisione del presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, di convocare per questo lunedì un vertice straordinario. "Ci sarà una soluzione nel quadro delle regole Ue e della democrazia che permetterà alla Grecia di tornare a crescere". E poi: "Tutti quelli che hanno scommesso sulla crisi e su uno scenario di terrore dovranno riconoscersi in errore". 

Il primo ministro ha finalmente ottenuto ciò che chiedeva: la crisi ellenica va affrontata al più alto livello politico. Sul suo ottimismo non si deve comunque fare molto affidamento: sono tre mesi, infatti, che sostiene che presto sarà raggiunto un accordo. Ma quella di lunedì sarà l'ultima sua occasione per accettare  di non far fallire il Paese.  Il tempo è tiranno e le casse sono vuote.  Atene deve restituire 1,6 miliardi al Fmi entro il 30 giugno, pena l'immediato default. Stessa somma va trovata per pagare i salari pubblici e le pensioni del mese. Il 13 luglio scadono 450 milioni da rimborsare, ancora, a Washington. Quindi 3,5 miliardi per la Bce il 20 luglio. Infine, il 20 agosto, scadono 3,2 miliardi di debito sovrano. Ma, "in questo momento le casse sono a secco", ha detto mercoledì scorso il capo negoziatore ellenico. 

Appuntamento a lunedì, nel frattempo gli sherpa continuano a lavorare per un'intesa, nonostante la signora Lagarde abbia affermato che si dovrebbe trattare con "persone adulte". Si parla nuovamente di un'estensione dell'attuale programma di finanziamento (fino a fine 2015?) e di una futura discussione sulla ristrutturazione del debito pubblico, conditio sine qua non posta da Atene per firmare. E dopo il duro messaggio dell'Eurogruppo, la Grecia è invitata a presentare entro lunedì mattina delle controproposte in base al documento presentato da Jean-Claude Juncker. Da parte ellenica si spera che le differenze sul buco di bilancio del 2016 vengano colmate, e come ha sostenuto una "poetica" voce governativa: "Il cerino è acceso. Speriamo che non produca fuoco, ma luce", aggiungendo che l'accordo sarà funzionale nel caso in cui potrà fare fronte ai bisogni finanziari del Paese, ma dovrà rendere chiaro su come gestire il debito pubblico.

Sempre convinto che "l'uscita della Grecia dall'euro sarebbe l'inizio della fine dell'Eurozona", Tsipras deve convincere, oltre ai creditori, anche i suoi elettori e, più in generale, la società ellenica di saper prendere delle decisioni. Seimila persone circa  sono scese in piazza giovedì sera, senza striscioni e bandiere, per ribadire la loro volontà di restare nell'euro. Molti di meno erano invece i manifestanti che chiedevano la "rottura" e la "fine del ricatto". 


  PAG. SUCC. >