BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Dalla Grecia alla Cina, le tre "certezze" dei mercati

InfophotoInfophoto

Il primo grafico a fondo pagina, però, ci mostra la situazione delle quattro principali banche del Paese, le quali da sole rappresentano il 91% degli assets bancari greci. Qual è il problema, oltre alle fughe di capitali? Il fatto che l'aumento continuo di sofferenze e il tasso in crescita di default su prestiti ristrutturati potrebbe bruciare i loro 12 miliardi di euro di capitale core tangibile, di fatto rendendo immediatamente necessario un loro nuovo salvataggio: quindi, altri soldi oltre ai 7,2 miliardi dell'ultima tranche di aiuti, altrimenti tra un mese - forse meno - saremo daccapo. Con prestiti a rischio per 59 miliardi di euro, se solo metà di quelle criticità diverrà perdita serviranno immediatamente 16 miliardi di euro in più per coprire i buchi. 

Insomma, per quanto potranno spacciarvi l'eventuale accordo di lunedì come storico, la situazione greca è fuori controllo e tornerà a far ballare i mercati. Ora, guardate gli altri due grafici. Il primo ci mostra il fatto che la produzione totale della Grecia dal 1960 al 2001 è cresciuta del 600%, mentre quella tedesca solo del 255%: detto fatto, nei quindici anni seguenti all'introduzione dell'euro la produzione di Berlino è salita del 20% e quella greca è calata del 26%. Ora, come può una nazione che ha vissuto circa 40 anni continuativi di espansione della produzione, crollare di colpo? Forse l'euro ha cambiato la base monetaria del commercio a tutto favore della Germania? Il secondo grafico, poi, ci spiega che il fenomeno non vale solo per la Grecia, ma è stato medesimo, anche se con meno drammaticità, per la produzione totale di Italia, Spagna e Francia. A voi le valutazioni del caso, al netto delle enormi responsabilità politiche dei greci negli ultimi dieci anni almeno. 

Seconda certezza, in parte legata proprio al caso greco, è la Russia. La quale, infatti, ha fatto sapere di essere pronta a considerare la possibilità di fornire assistenza finanziaria alla Grecia. Lo ha detto il vice premier russo, Arkadi Dvorkovich, alla Tv Russia Today: «Noi sosterremo qualunque decisione sarà proposta dalla Grecia e dai partner europei. Se la Grecia ha bisogno di assistenza finanziaria noi esamineremo la questione». Di più, ieri a San Pietroburgo è stata siglata l'intesa preliminare fra Russia e Grecia per il passaggio del gasdotto Turkish Stream sul territorio greco. Mosca, ha spiegato il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, fornirà ad Atene un prestito pari al 100% dell'importo del gasdotto e Gazprom non controllerà la tratta. 

Il documento è stato firmato al Forum economico di San Pietroburgo dal ministro dell'Energia russo Aleksandr Novak e dal suo omologo Panagiotis Lafazanis. Secondo Novak, il ramo greco del Turkish Stream avrà una capacità annua di 47 miliardi di metri cubi di gas e i lavori per la sua realizzazione inizieranno nel 2016 e termineranno nel 2019. Lafazanis ha spiegato che la costruzione del gasdotto avrà un costo di circa 2 miliardi di euro: il ministro greco ha anche sottolineato che l'accordo pone le basi per un'ulteriore cooperazione con la Russia. Ma non si tratta della stessa Russia brutta e cattiva verso la quale l'Ue si appresta a prolungare le sanzioni fino al 31 gennaio 2016? Sì, ma siccome basandoci sull'esistenza dei miracoli, possiamo pensare che anche i ciechi a volte riescano a vedere, ecco che ieri Repubblica pubblicava la seguente notizia: «Russia, con le sanzioni a Putin l'Europa brucia 100 miliardi». Miracolo!