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IL CASO/ Quei 20.000 lavoratori che il Governo non sa dove mettere

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È chiaro che la ricollocazione dei dipendenti provinciali non segua un percorso di logicità e funzionalità. Nei mesi scorsi si faceva un gran parlare delle carenze di organico degli uffici giudiziari, ma della possibilità di favorire il trasferimento dei provinciali presso il ministero della Giustizia si è persa traccia. Tutto discende dal fatto che il legislatore ha imposto la sovrannumerarietà dei dipendenti delle province e sottratto a tali enti a regime 3 miliardi di spese correnti, senza aver, come logica, buon senso e corretto operare avrebbero imposto, né valutato prima quali posti fossero vacanti e da coprire nelle altre amministrazioni, né aver riservato parte delle risorse sottratte alle province al finanziamento delle funzioni e del personale provinciale, trasferito agli enti destinatari.

La conseguenza, dunque, è agire a spizzichi e bocconi, mediante toppe che confermano i buchi di una riforma, peraltro, come è facile notare, totalmente sconnessa e non coordinata con la riforma complessiva della Pa, il già citato disegno di legge delega "Madia" all'attuale attenzione della Camera.



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