BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

VERTICE GRECIA/ I 3 possibili esiti (con relativi costi) della trattativa

InfophotoInfophoto

Da allora, poi, la Banca centrale europea si è dotata di nuovi strumenti di intervento - quali il Qe (Quantitative easing) e gli Omt (Outright monetary transactions) - che le consentono d’acquistare alla grande titoli di Stato italiani, ad esempio, ove la speculazione (come minaccia un Ministro greco) si accanisse nei confronti nel nostro mercato. Inoltre, la European banking union (Ebu), anche se in costruzione, è in buona parte partita. Ci sarebbero, però, effetti negativi sull’economia reale: si spegnerebbero (speriamo solo temporaneamente) i barlumi di ripresa dell’economia europea.

I costi graverebbero principalmente sulla Grecia e sui greci. Il sollievo procurato da non rimborsare i creditori sarebbe minimo e di breve durata, anche perché la Grecia, dopo il salvataggio del 2011, paga interessi minimi e fruisce di periodi di ammortamento molto lunghi. Il sistema bancario, tenuto in vita con misure di emergenza della Banca centrale europea (Bce) nonostante la vera e propria fuga di capitali e depositi in conto corrente, collasserebbe. Soprattutto, la sostituzione dell’euro con la dracma, o con cambiali in simil-euro, comporterebbe una boccata di ossigeno di breve periodo all’export (pari ad appena il 12% del Pil greco) e al turismo (sempre che moti di piazza e disfunzioni varie non tengano lontani i turisti), ma comporterebbe una svalutazione del 40-50% con una perdita fortissima del tenore di vita di almeno tre quarti delle famiglie greche. Le quali potrebbero voltare le spalle al Governo in carica - pur da loro eletto da pochi mesi. Il tanto sperato “oro di Mosca” è una favola: la Federazione Russa ha subito una massiccia svalutazione ed è tormentata da seri travagli interni. Al più darà al Governo greco una medaglietta da cavaliere. Ci riflettano Tsipras e Varoufakis…

© Riproduzione Riservata.