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DALLA GRECIA/ Le "brutte sorprese" ancora possibili per Tsipras

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

Dopo tanti palleggi tra le due metà campo, finalmente la palla è andata in rete. Alla fine del primo tempo il risultato è: Creditori (Commissione europea, Bce e Fmi) 1, Grecia 0. Oggi, con l'Eurogruppo, inizia il secondo tempo di una partita estenuante durata cinque mesi. Cinque mesi usati dalla Grecia applicando uno stretto "catenaccio" e una lunga "melina". Ma alla fine Atene si è arresa presentando delle proposte che avranno un peso per la società ellenica pari a 7,899  miliardi per il biennio: 2,69 per il 2015 e 5,207 per il 2016, stando ai dati presentati da Atene. Non sarà più "austerità", ma "vita austera", per usare un eufemismo poetico caro a Yanis Varoufakis. 

Le proposte di Atene "sono una buona base per discutere", hanno dichiarato all'unisono i responsabili europei. Si continua a discutere, e ancora non è chiaro se sarà un accordo per un'estensione di sei mesi del programma di bailout (come propongono i creditori) o un accordo "definitivo" (come chiede Atene). Ma non è sicuro che dalla riunione di oggi dell'Eurogruppo non escano altre sgradite sorprese per Tsipras, il quale ha ammesso che le proposte hanno ben poco a che fare "con il programma elettorale di Syriza, ma sono il risultato di una dura trattativa che non lede i diritti lavorativi, non distrugge la coesione sociale e fornisce una prospettiva". "Una proposta  - si legge nel documento - che non condanna il Paese a una dura austerità ed è una soluzione sostenibile  per l'economia, senza che vengano penalizzati i medi e bassi stipendi".

Queste dichiarazioni sono il primo abbozzo dell'imminente campagna di persuasione  per "vendere" il probabile accordo. Il canovaccio di ieri era il seguente: "Dovevamo scegliere tra accordo e uscita dall'euro. Non si poteva agire diversamente per la ragione che il mandato elettorale ricevuto non era indirizzato alla rottura, ma alla ricerca di un accordo". La proposta di Atene prevede una penalizzazione per tutti: salariati, pensionati, liberi professionisti e imprenditori, ma non si parla di tagli alla spesa pubblica (tranne le spese militari). Ovviamente nella proposta sono contenute altre riforme che riguardano la politica fiscale, la ristrutturazione della macchina burocratica, ecc.  

È vero che stipendi pubblici e pensioni non verranno tagliati, ma perderanno il loro potere di acquisto del'1,5% i primi e del 6% le seconde, in base all'aumento delle trattenute a favore del Sistema sanitario nazionale. Anche le pensioni integrative verranno tagliate del 3-3,5%. Alle imprese verrà aumentata dal 26% al 29% la tassa sui guadagni pre-tasse e verrà applicato un balzello straordinario pari al 12% per quelle aziende che abbiano registrato un ricavo che superi il mezzo milione di euro. Chissà quale impatto potrà avere questa misura  nella lotta alla disoccupazione. 

Poi ci sarà un aumento del Fpa (Iva) per alcuni prodotti alimentari, ma il documento riporta soltanto vaghe proposte per l'aliquota per le isole (oggi ha una riduzione del 30%). Resterà invariata le tasse sulla prima casa (altra promessa disattesa, almeno per quest'anno). Nei prossimi giorni si dovrebbe redigere  la forma definitiva del pacchetto di misure che Atene dovrà votare e applicare. Sono queste le "prior actions" prima che arrivino nuovi finanziamenti e che si discuta della ristrutturazione del debito.


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