BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Lo "schianto" della Grecia che conviene a Draghi e all'Ue

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Ancora: «La Bce con il Qe dominerà qualsiasi risposta di avversione al rischio da parte dei mercati e non permetterà che i premi di rischio vadano troppo in alto. Certo, dall'angolazione del medio termine l'Europa apparirebbe più coesa senza la Grecia e la razionalità vorrebbe Atene come caso unico, ma così non è in realtà, basti guardare il tasso di disoccupazione spagnolo e il montante sostegno dei partiti populisti anche in quella nazione». Per finire così: «La realtà sottostante di questa situazione è che quello della svalutazione interna è un processo molto difficile, quindi riteniamo che le montanti tensioni attorno alla Grecia potrebbero portare l'attenzione del mercato a focalizzarsi sulla sostenibilità dei programmi di aggiustamento dell'intera periferia dell'Euro».

Insomma, Podemos è già avvertita e anche noi e Portogallo non dobbiamo stare troppo sereni, per dirla alla Renzi. Il quale, però, è previdente (o forse solo ben consigliato o manovrato) e ha già piazzato nel ruolo strategico di numero uno di Cassa depositi e prestiti, il nuovo motore della spesa pubblica italiana fatta con i depositi postali e senza l'approvazione del Parlamento, proprio un ex Goldman Sachs come Claudio Costamagna. Guarda a volte le combinazioni nella vita! Inoltre, tornando al caso greco e alla Bce, ricordate qual è la più grande scommessa di Goldman Sachs per il 2015? L'euro debole. 

Quante posizioni andrebbero a schiantarsi in caso di ulteriore apprezzamento della nostra moneta unica? E, poi, ricordate, di solito l'ex dipendente ora a Francoforte tende a fare ciò che Goldman Sachs vuole. Staremo a vedere. 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.