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SPY FINANZA/ Lo "schianto" della Grecia che conviene a Draghi e all'Ue

Pubblicazione:mercoledì 24 giugno 2015

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L'ho già scritto nel post scriptum al mio articolo di ieri, ma vale la pena ricordarlo. Al netto delle chiusure euforiche dei mercati di lunedì e degli spread a piombo, se anche si raggiungerà l'accordo con la Grecia e Atene riceverà i suoi 7,2 miliardi di ultima tranche di aiuti (la rivolta interna a Syriza riguardo la prosecuzione oltre il 30 giugno del programma di salvataggio e l'ipotesi di maggiore tassazione e disincentivi per chi vuole andare in pensione prima del tempo potrebbe portare con sé elezioni anticipate), quei soldi sono destinati a sparire in meno di due mesi e senza affluire nell'economia reale ellenica. Il 30 giugno Atene deve pagare 1,5 miliardi al Fmi e a luglio, in tre scadenze (13, 19 e 20), ha rimborsi e interessi per 4,3 miliardi di euro, tra cui un bond Bce da 3,5 miliardi che in caso di mancato pagamento comporterebbe default e blocco dei fondi Ela: quindi, fallimento immediato del sistema bancario greco. 

Insomma, stante che la matematica non è un'opinione, 5,8 miliardi dei 7,2 che forse arriveranno, sono già andati. Ne restano 1,4: quanto camperà la Grecia con quei soldi prima di tornare a ballare? Agosto? Azzardiamo settembre, magari quando la Fed alzerà i tassi inviando uno scossone sistemico che ridurrà la Borsa di Atene a una sorta di mattatoio e sparerà gli spread sulla Luna? Siamo seri, almeno noi. E per esserlo occorre, in prima istanza, avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Nella fattispecie, quella che ci mostra il grafico a fondo pagima, dal quale scopriamo che al netto degli ultimi incrementi dei fondi Ela per la Grecia e aggiungendo circa 38 miliardi di bond Efsf collateralizzati e altre garanzie, non solo si è raggiunta la parità tra asset bancari ellenici e dipendenza dalla Bce, ma la si è oltrepassata. Già, perché prendendo per buono il dato che quantifica i depositi bancari greci in 120 miliardi di euro - in realtà sono meno - quella cifra è minore di quella che la Bce può vantare come credito verso le banche commerciali greche e la Banca centrale, in totale 126 miliardi di euro. 

E cosa significa, ipoteticamente, questo? Che se Tsipras dovesse resistere ancora, la Bce avrebbe una carta formidabile: bloccando di colpo i fondi Ela, avendo gli assets bancari greci valore di collaterale solo perché proprio l'Eurotower glielo garantisce, Draghi potrebbe dar vita a un bail-in di stile cipriota sul 100% dei depositi bancari ellenici. Boom, spariti di colpo tutti! Lo farà? Ovviamente no. Tanto che la Bce ha invece aumentato ancora il tetto della liquidità di emergenza alle banche elleniche, il quarto incremento in cinque giorni, di cui l'ultimo per un ammontare di 3,7 miliardi di euro per cercare di tamponare il continuo deflusso di depositi (la scorsa settimana dagli istituti di credito greci è stato prelevato, in media, circa un miliardo di euro al giorno). A meno che la situazione non precipiti per volontà strumentale di qualcuno. 

 


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