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SPY FINANZA/ Gli "interessi" della Fed sulla crisi greca

Pubblicazione:giovedì 25 giugno 2015

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D'altronde, se anche l'Europa ha l'euro, un sacco di debito è denominato in dollari, visto che è moneta di riserva globale e ha un mercato molto più liquido che invoglia molte aziende europee a fare business in biglietti verdi. Quando arriva una crisi, come quella che potrebbe innescare un default di Atene, le aziende hanno bisogno di dollari, ma avendo le banche europee una fornitura limitata, una volta terminata la quale non esiste un'entita che può stamparne altri, ecco che entra in scena mamma Fed attraverso le swap lines. 

Cosa sono? Niente più e niente meno che un accordo tra la Fed e una Banca centrale estera, nel caso in esame la Bce, di operare swap su valuta, ovvero la Fed crea nuovi dollari, la Bce nuovi euro e si accordano per scambiarseli per un periodo di tempo, nel corso del quale le due entità detengono quel denaro (nel caso della Bce per rifornire le banche perché il business Ue possa onorare i suoi pagamenti in dollari). Quando lo swap si esaurisce, la Fed manda gli euro avanzati alla Bce, l'Eurotower fa lo stesso con i dollari e le swap lines tornano a zero. 

Pensate che da quando è iniziato la crisi finanziaria, le swap lines sono salite fino a 600 miliardi di dollari, come ci mostra il grafico a fondo pagina. Il problema è di non sottostimare la portata dell'evento scatenante la crisi, in questo caso il default greco e il suo contagio, altrimenti si finisce come a metà 2007, quando l'House Financial Services Committe Usa ridimensionò un pochino il caso Bear Stearns, parlando di «piccole difficoltà»: come sia andata a finire, lo sapete da soli. 

Ora, guardate l'ultimo grafico sempre relativo alle swap lines, questa volta però curato dalla Fed di St.Louis (St. Louis Fed's charts and data on swap lines) e con una parte sottostante che mostra i volumi delle swap lines. Il grosso è concentrato tra il 2008 e il 2010, il post-Lehman ma vediamo un più piccolo ma significativo aumento nella prima fase di riacutizzazione della crisi greca nel 2012. Quest'anno non ci sono state swap lines, ma alcuni blip si sono registrati ad aprile e, più significativo, uno questa settimana per l'ammontare minimo di 114 milioni di dollari. Briciole rispetto al diluvio degli anni scorsi, ma è un indicatore del fatto che la Fed tenga le antenne dritte rispetto al caso greco: insomma, più che a quanto accade - ma, soprattutto, si dice e non dice - a Bruxelles, per capire qualcosa della pantomima greca toccherà tenere d'occhio il dato sulle swap lines della Fed. Se salgono, tanto e in breve tempo, allacciate le cinture di sicurezza.

 

 

 



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COMMENTI
25/06/2015 - si faccia la riforma previdenziale greca (antonio petrina)

la riforma previdenziale greca sia fatta come quella italica : in ballo i 40 miliardi del prestito italico nel fondo salva stati saranno così ben risposti!