BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ La "febbre da trading" che può rovinare la Cina

Infophoto Infophoto

In Cina ci sono 89 milioni di investitori con un conto titoli su una popolazione di 1,3 miliardi di persone, stando a dati della China Securities Depository anche Clearing dello scorso maggio, quindi solo un 7% di cittadini tratta azioni ma al 12 di giugno scorso solo sul 55% di quei conti c'erano realmente titoli in detenzione. Insomma, quando i costi degli immobili sono saliti troppo, i cinesi hanno abbandonato il loro assets preferito di investimento e si sono lanciati sul mercato, di fatto deprimendo la spesa per consumi perché si acquistano solo titoli. Lo conferma Shaun Rein, direttore dell'istituto demoscopico China Market Research, a detta del quale «invece che comprare una nuova macchina, molta gente ha deciso di prenderla in leasing per la prima volta per avere i soldi e continuare a investire». 

È il caso, riportato dal Wall Street Journal, della signora Xiaolin Zhang, casalinga di Shangai, che solitamente spendeva un terzo del suo budget comprando abiti e cosmetici su Taobao.com, il portale di e-commerce più grande del Paese. Ora, invece, investe in Borsa: «Fare trading è più divertente che navigare in cerca di occasioni su Taobao», ha dichiarato. Ma in un Paese che già vede la crescita dei salari reali rallentare continuamente, passando dal 9,8% del 2012 al 6,4% dello scorso anno, quando partono le margin calls, le varie signore Zhang rischiano di finire letteralmente in rovina, di farsi prendere dal panico del non professionista e di tramutare la proverbiale palla di neve in valanga. 

Spero di sbagliarmi, altrimenti a settembre ci sarà veramente materiale su cui scrivere. Ma necrologi finanziari. 

© Riproduzione Riservata.