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BANCHE E POLITICA/ Così il credito può "ritornare" in Italia (senza bad bank)

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Sarà fondamentale concedere credito utilizzando ogni possibilità concessa dalle norme, dall'organizzazione, dalle innovazioni, dallo sviluppo di nuove operatività: giuste valutazioni delle situazioni aziendali, utilizzo del rating di legalità per concedere credito a chi opera nel rispetto integrale delle regole, utilizzo di tutti gli strumenti finanziari possibili, dal microcredito ai minibond, minor utilizzo del credito a breve e uno maggiore di quello a medio-lungo termine, per consentire alle imprese di predisporre piani pluriennali di attività con una buona previsione di riuscita, assistenza, una politica dei tassi realmente differenziata da prenditore a prenditore. 

Tutte attività, insieme certamente a molte altre, pienamente possibili in quanto già previste nel "catalogo" di molte banche e con norme già scritte e applicate. Lo Stato non può chiamarsi fuori. Servono una giustizia più rapida, minori fiscalità e riforma della riscossione di tasse e tributi, leggi semplici, comprensibili e non contraddittorie, e consolidate nel tempo senza continue modifiche.

Infine, le stesse imprese e famiglie devono avere chiaro che la crisi ha cambiato tutto e tutti. Devono comprendere le opportunità di chiedere credito, la possibilità di rimanere attivi in settori merceologici ormai marginali o di nicchia.

Spero che non sia considerata retorica, ma per raggiungere risultati, che a pensarci bene, non sono assolutamente impossibili, è necessario recuperare una solidarietà e una cultura nazionale.



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