BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Il risiko sull'Europa che l'Italia sta ignorando

Pubblicazione:mercoledì 3 giugno 2015

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

"Dal lato tedesco ci sono chiare speranze che la Gran Bretagna rimanga membro dell'Ue". Angela Merkel non poteva essere più chiara e sibillina insieme. Infatti, Cameron, in una visita di cortesia minacciosa e suadente insieme nelle capitali europee più decisive per la sua strategia di distacco dall'Unione europea, ha ben delineato i suoi obbiettivi: accontentare la componente più euroscettica del Regno Unito e così facendo disinnescare la bomba a lenta combustione del nazionalismo scozzese pro-europeo in funzione anti-inglese, ma in realtà attento soprattutto a ottenere i vantaggi fiscali e i margini di autogoverno di fatto già raggiunti con la vittoria elettorale scozzese e la simultanea sconfitta di Farage, grazie al sistema elettorale britannico. 

Cameron non può scontentare la City e deve ricandidarsi a far ridivenire Londra il centro finanziario mondiale su un nuovo asse geostrategico: quello anglo-cinese, in funzione indipendente dagli Usa e tanto più dall'Europa teutonica e oppressivamente burocratica dominata dall'euro ordoliberista, ossia con il Fiscal compact, la Bce, ecc. È un disegno strategico di ampio respiro che va ben oltre la questione europea e che diviene una sorta di gigantesca ridefinizione della posizione dei popoli anglossassoni nei confronti del mondo con un respiro churchilliano anti-tedesco che solo pochi osservatori (va citato il saggio potente e profondo di Guido Salerno Aletta su Formiche .net) hanno colto. 

La Germania è sollevata dall'atteggiamento di Cameron. In tal modo il designo di dominare l'Europa può attuarsi completamente senza più il bilanciamento che - anche se fuori dall'euro - il Regno Unito esercitava nei confronti dello strapotere teutonico sull'Europa tutta candidandosi inoltre a essere il vero antagonista-cooperatore a corrente alternata con la Russia. La Francia è così candidata a un nuovo ruolo decisivo. In questo aiutata da una situazione economica ben diversa da quella scritta ogni giorno dai bollettini europei, ossia decisamente migliore del previsto perché fondata su quei residui di autonomia dalla dittatura tedesca che i francesi si sono con intelligenza nazionale ricavati nonostante le terribili insidie dell'allargamento ai satelliti nordici.

La Francia vede in tal modo crearsi enormi aspettative nei suoi confronti da parte di tutti coloro che negli anni futuri dovranno comprendere finalmente quale pericolo sia per l'economia e la sicurezza internazionale la Germania dominatrice dell'Europa a deflazione infinita sotto il tallone di un euro che è divenuto ormai moneta nazionale con sottrazione di sovranità solo a direzione teutonico- nordica.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
03/06/2015 - o dentro o fuori (DANILO LUCHETTI)

Ringraziando il Prof. Sapelli per gli spunti sempre "unici" e sapendo che l'autore è contrario ad un'uscita dall'euro mi domando: è ancora convinto che sia possibile stare nell'euro con questa Germania ?