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GREXIT/ I veri "sconfitti" nella trattativa Atene-Bruxelles

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Infophoto) Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Infophoto)

Al momento della consulenza, la ricetta che la Grecia ha dovuto seguire avrebbe dovuto produrre qualche difficoltà di breve alla crescita del Pil locale (circa un 2% di perdita totale), con un pronto rientro successivo, avicinando il paese a quell'equilibrio che avrebbe garantito la capacità di restituire I crediti concessi. Ex post, definire il risultato prodotto brutale è un triste eufemismo (triste per i danni incomensurabili prodotti al Paese). Solo pochi numeri: almeno il 25% di Pil perso, disoccupazione giovanile oltre il 50% (non si ricorda mai che tale numero va letto al netto degli emigrati, giovani, che spesso non torneranno, e l'equilibrio demografico del Paese sconvolto, con le relative conseguenze).

Questo premesso, il vice presidente della Bce per circa 8 anni è stato Lucas Papademos, un governatore della Banca centrale greca, poi premier tecnico ad Atene prima di Tsipras. Il Fmi, d'altra parte, è un trampolino di lancio per le presidenziali francesi: per candidature spezzate (Dominique Strauss-Khan, l'uomo che del resto aveva fatto maquillage all'economia francese verso l'euro) o per possibili candidature rosa come quella dell'attuale direttore generale Christine Lagarde. E che dire di una situazione che rimane controversa: i micidiali derivati negoziati dal governo greco con Goldman Sachs erano sotto la responsabilità formale dell'allora vicepresidente per l'Europa, Mario Draghi?

È chiaro perché la rabbia (calcolata) del premier greco giochi su quella sfiduciata di un Paese verso le cosiddette “istituzioni”. Fra conflitti d'interesse, ambizioni personali, dominanza egemone dei mercati finanziari e - non ulttima - estrema complessità di funzionamento delle democrazie, la preoccupazione che sta vivendo il cittadino europeo (greco, tedesco, italiano...) richiama fortemente una famosa (e purtroppo corretta) valutazione dello storico  Carlo Maria Cipolla: tutte le comunità sono popolate dalle stesse proporzioni di soggetti dotati e di soggetti meno dotati, la differenza tra le comunità è data dalla loro capacità di esprimere una guida scelta tra gli elementi più dotati, non tra i meno.

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