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SPY FINANZA/ Le ragioni per non aver paura della crisi greca

Pubblicazione:martedì 30 giugno 2015

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State tranquilli. Lo so che detto da uno come me sembra un controsenso, ma, davvero, state tranquilli e non fatevi impressionare dalle Borse e dagli spread, dalle banche greche chiuse per una settimana e dalla piazza ateniese chiusa per evitare tonfi magari a doppia cifra. Il mercato, se letto nel modo sbagliato, rende emotivi oltremodo. Certo, il primo giorno di potenziale Grexit ha colpito duro sul mercato, ma era già tutto prezzato nel pre-market di domenica pomeriggio: c'è però una ragione di ottimismo, ovvero il fatto che domani sera si tornerà a trattare in un ennesimo Eurogruppo straordinario e che le 48 ore di paura che lo avranno preceduto potrebbero riportare tutti a più miti consigli. In ultima istanza, poi, potrebbe pensarci il referendum indetto per domenica prossima da Alexis Tsipras a sfiduciare con il timbro a fuoco del mandato popolare la linea dell'oltranzismo e riaprire alla speranza di un dialogo. 

Perché ne sono così sicuro? Ora vi spiego. Come vi ho già detto la scorsa settimana e come ci mostra il primo grafico, a causa delle continue fughe di capitali e dei conseguenti innalzamenti dei fondi Ela da parte della Bce, i crediti dell'Eurotower verso il sistema bancario greco hanno superato l'ammontare totale dei depositi negli istituti ellenici. Cosa significa questo? Che se davvero si arriverà alla rottura e la Bce smetterà di finanziare le banche greche attraverso la Banca centrale di Atene, queste resteranno non solo senza collaterale ma anche a rischio di un poderoso haircut e obbligate a severi controlli sul capitale. C'è però qualcun altro che potrebbe farsi molto male dal default totale della Grecia ed è proprio la Bce, come ci mostra il secondo grafico, che compara i crediti verso le banche greche con l'ultimo dato del Capital and Reserves of the Eurosystem, quello reso noto il 19 giugno scorso. 

Vi ricordate cos'ha detto domenica mattina il ministro delle Finanze greco, Varoufakis? «Se la Bce smette di supportare il sistema bancario greco, l'Europa è fallita». E non intendeva l'Europa politica, solidale o degli ideali, ma proprio un fallimento sui conti: se infatti sarà default, il sistema bancario greco salterà ma anche la credibilità (già residuale) del collaterale sovrano ellenico postato presso la Bce, il quale diverrà di colpo a valore zero. E quello zero dovrà essere messo a bilancio proprio dall'Eurotower. Di più, i circa 126 miliardi di crediti che Bce ed eurosistema vantano verso la Grecia saranno annullati dal default, sintomo che il cuscinetto di contante e riserve della Banca centrale europea svanirà nel nulla, lasciando la Bce con equity negativa. 

Conseguenza? Andrà rifinanziata, a spese di tutti i membri pro-quota e nel corso del Qe, quindi con necessità di acquisto per 60 miliardi di euro al mese. Inoltre, il terzo grafico ci mostra come se la Grecia verrà cacciata, gli sbilanciamenti all'interno del sistema Target2 toccheranno i massimi record e appesa alla corda ci resterà la principale creditrice del sistema di pagamento delle Banche centrali Ue, la Bundesbank. La quale, dal canto suo, ha poco da minacciare, visto che il costo supererebbe e non di poco il guadagno a livello politico dato da un addio di Atene, cinicamente parlando. 

 

 

 


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