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ALITALIA/ La "minaccia" di Ryanair, Vueling ed Easyjet alla compagnia italiana

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Alitalia ha presentato la nuova livrea dei propri aerei. Se questo può essere importante da un punto di vista di marketing, indubbiamente è più importante la presentazione di un nuovo A-330. Questo aereo a lungo raggio è essenziale per la nuova strategia di Alitalia, quella di puntare sui voli intercontinentali. L'aeromobile dell'Airbus verrà infatti utilizzato su una nuova rotta tra Roma e la capitale coreana Seul.

Il rafforzamento dell'hub di Fiumicino è al centro della strategia della partnership tra il vettore italiano ed Etihad, che ha una grande forza in termini finanziari e di aerei. L'investimento di 350 milioni di euro per la nuova flotta e il rinnovamento della vecchia è la giusta direzione, ma solo il primo passo. Gli investimenti dovranno essere ben maggiori per riuscire a riconquistare le parti di mercato perdute e la profittabilità. 

L'obiettivo di Hogan, amministratore delegato di Etihad, nonché il fautore dell'alleanza tra le compagnie, è quello di arrivare all'utile per Alitalia già nel 2017. Il traguardo non è impossibile nel momento in cui la nuova compagnia punta sulla qualità e riesce a creare una nuova e più forte immagine a livello italiano e globale. La strategia inoltre comprende l'aumento dell'integrazione con Etihad, con l'aumento del numero dei voli da diversi scali italiani, quali, ad esempio, Venezia e Milano, verso Abu Dhabi. Questa integrazione va di pari passo con la "dismissione" dell'accordo con AirFrance-Klm, che nel vettore medio-orientale trova un concorrente.

Al tempo stesso, dato che Etihad controlla una quota rilevante anche di AirBerlin (compagnia più grande di Alitalia in termini di passeggeri trasportati), c'e una sempre maggiore integrazione tra Alitalia e il vettore tedesco. Ma tutto questo è sufficiente? 

Indubbiamente tutte queste azioni sono necessarie per andare nella giusta direzione, per fare riprendere il volo a una compagnia che negli ultimi anni ha perso oltre un miliardo di euro. Alitalia era sull'orlo del fallimento già a fine del 2013 e l'accordo con Etihad è stata l'opzione migliore, vista la forza della compagnia emiratina. Ci sono tuttavia dei punti critici.

L'investimento di 350 milioni di euro deriva dai soldi immessi da Etihad nel corso dell'acquisto del 49% della compagnia. Si tratta di una cifra importante, ma non sufficiente. Nel settore aereo, gli aerei a lungo raggio costano circa 200 milioni di euro. Chiaramente Alitalia potrà prendere in leasing a prezzi vantaggiosi aeromobili grazie all'appoggio di Etihad, ma indubbiamente la compagnia dovrà continuare a investire nel corso dei prossimi anni in maniera intensiva.

Riuscirà a farlo senza dover ricorrere ad altre ricapitalizzazioni? Questo succederà solo se i flussi di cassa saranno positivi e la compagnia tornerà davvero all'utile nel 2017. Il punto essenziale è comprendere se davvero il vettore riuscirà a rispettare il proprio piano di rilancio. Silvano Cassano, Ad di Alitalia, ne è convinto, ma bisognerà fare attenzione alla sempre maggiore concorrenza dei vettori low cost sullo scalo di Roma Fiumicino. 


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