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RIFORMA PENSIONI 2015 / Barbagallo (Uil): celere rimborso per tutti i pensionati o ci saranno iniziative come sindacati

Pubblicazione:sabato 6 giugno 2015 - Ultimo aggiornamento:sabato 6 giugno 2015, 12.22

Giuliano Poletti Giuliano Poletti

RIFORMA PENSIONI 2015 Mentre il Governo Renzi per bocca del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, annuncia di voler introdurre nella Legge di Stabilità 2016 la Riforma delle Pensioni indirizzandola alla flessibilità in uscita, i sindacati non hanno ancora digerito il rimborso pensioni previsto dallo stesso Governo. In particolare il segretario nazionale della UIL, Carmelo Barbagallo, è voluto tornare sulla questione chiedendo a chiare lettere un celere rimborso per tutti i pensionati che ne hanno diritto. Barbagallo ha anche parlato delle possibili iniziative che il sindacato potrebbe adottare nel caso il Governo continui sulla propria linea che prevede un piccolo rimborso a partire d’agosto per alcuni pensionati, “Faremo ricorso a ulteriori azioni di legge e sto cercando di capire anche se sia necessaria una class action”. 

RIFORMA PENSIONI 2015, POLETTI: “MAGGIORE FLESSIBILITA’ IN USCITA PER DARE SPAZIO AI GIOVANI” – Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nell’ambito di un convegno organizzato e promosso dal sindacato della UIL, ha evidenziato la linea che intende seguire il Governo per quanto concerne il sistema pensionistico. La riforma sarà introdotta all’interno della legge di stabilità 2016 e sarà finalizzata ad aumentare la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro al fine di consentire ai giovani di trova con più facilità impiego per un salutare cambio generazionale. Il Ministro non nasconde che la flessibilità in uscita ‘sarebbe stato meglio introdurla nel momento in cui è stata approvata la legge Fornero” e che occorre valutare attentamente la modalità per poterla attuare. Nello specifico, il Governo deve cercare di prevedere una soluzione che possa essere equa da un punto di vista etico ed allo stesso tempo soddisfacente rispetto ai vincoli imposti dalla finanza pubblica. Secondo alcuni analisti, l’ipotesi che starebbe prendendo in esame il Governo, la flessibilità dovrebbe essere prevista dando la possibilità di accedere prima alle pensioni (si ipotizza 61 - 62 anni di età invece dei 66 imposti dalla legge Fornero) ma rinunciando a parte dell’importo mensile a cui si avrebbe diritto (si parla di decurtazioni che andrebbero da un minimo dell’8% fino ad un massimo del 20%).



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