BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DALLA GRECIA/ La strategia in 6 punti di Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Il primo ministro ha quindi elencato i sei punti della strategia del governo: 1) riduzione del surplus primario; 2) ristrutturazione del debito; 3) protezione di stipendi e pensioni; 4) redistribuzione del reddito a favore della maggioranza della società; 5) ripristino della contrattazione collettiva; 6) un programma di investimenti.

In ragione del delicato momento, ci si aspettava un discorso di “alto profilo” politico. Ma Tsipras deve ancora dimostrare di essere un oratore (o quantomeno avvalersi di un ghost-writer che abbia maggiore destrezza comunicativa), al pari dei due storici avversari ancora sulla piazza, Samaras e Venizelos. I due, nei loro interventi, hanno mosso critiche puntuali al governo, e hanno ribadito il loro “no” a una possibile convergenza di opinioni con il governo sul tema della trattative. Entrambi hanno preannunciato un terzo Memorandum. E Tsipras di rimando: “Questo governo non firmerà un nuovo Memorandum”.

Lo scontro era scontato, stando alla tradizione del Parlamento ellenico. Tsipras, poco prima, rivolto all’opposizione aveva affermato: ”Difenderemo fino in fondo il diritto della nostra gente a vivere con dignità. È venuto il momento che ciascuno, inclusa l’opposizione, si comporti con responsabilità, vi esorto a sostenere i nostri sforzi”. Sempre Tsipras, rivolgendosi ai creditori, ha dichiarato che la bozza su cui discutere deve essere la proposta ellenica inviata a Berlino una settimana fa, proposta che era la “summa” dei colloqui del “Brussels Group”: 47 pagine che contengono alcuni superamenti della “linea rossa”, tante tasse e tanti tagli, a esclusione di riduzione delle pensioni e delle modifiche dei rapporti di lavoro. 

Sempre venerdì, mentre Alexis Tsipras parlava al telefono di Putin su problemi di interesse comune (ma il suo ministro delle Finanze dichiarava che la Grecia doveva trovare un accordo con i partner europei), è circolata la voce che il capofila dei fautori della rottura e lo spiegamento delle vele verso un radioso futuro extra-europeo, Panagiotis Lafazanis, avrebbe sostenuto che la “bozza 47”, quella ellenica per intenderci, era una buona base per discutere con gli europei. Molti hanno tirato un sospiro di sollievo, pensando che il governo sarebbe stato più compatto. Dichiarazione subito smentita. Anzi, “il governo deve passare all’attacco”, perché “ogni arretramento che fa il governo, e ne ha fatti parecchi, in contrasto con le sue dichiarazioni programmatiche, anziché portarci più vicino ad un accordo stimolano l’appetito delle istituzioni”. E, secondo Lafazanis, quella dei creditori una “miserabile tattica macchiavellica”.

A questo punto dell’euro-dramma, la Grecia sta vivendo una fase di transizione, magari fino a settembre con un ulteriore prolungamento dell’attuale programma di assistenza come stanno pensando i creditori, oppure si sta incamminando su un sentiero inesplorato. Comunque vada a finire, il Paese deve essere rifondato dalle fondamenta, deve ristrutturare la sua economia. E questa rifondazione, magari accompagnata da un leader con un forte carisma, avverrà in maniera dolorosa e traumatica. Purtroppo, sono in pochi che lo hanno intuito.

© Riproduzione Riservata.