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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ La strategia in 6 punti di Tsipras

Le posizioni tra Grecia e creditori restano vicine, ma non sufficienti a siglare un accordo, che viene sempre rimandato. Il punto da Atene di SERGIO COGGIOLA

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

La maggioranza dei greci (il 36%) ha deciso di votare Syriza non tanto perché fosse convinta che avrebbe soddisfatto alcune “richieste insoddisfatte”, o perché si era creata una diversa identità collettiva intorno alla leadership che la rappresentava, quanto piuttosto per la ragione opposta: perché questa decisione ha permesso di disidentificarsi, di abbandonare le leadership (prima i socialisti, poi i conservatori) che fino a quel momento avevano preteso di rappresentarli. Sarà, forse, per questa ragione che la maggioranza dei greci è ancora contraria all’uscita dall’euro (79%) e a favore di una chiusura dell’accordo con i creditori (47%). Ed è forse per la stessa ragione che le giuste e puntuali critiche mosse ad Alexis Tsipras, nel corso del dibattito in Parlamento di venerdì sera, dal duo Samaras e Venizelos, che ha governato negli ultimi anni, non hanno fatto presa sull’opinione pubblica. Più che le loro argomentazioni contano i personaggi che i due hanno rappresentato: quando parlano non vengono ascoltati, anzi vengono coperti da male parole. Dall’altra parte Syriza si è illusa di poter soddisfare le “richieste insoddisfatte” con una formula che non aveva alcun rapporto con la realtà economica della Grecia e con la realtà politica europea. 

Ormai il “mandato popolare” citato dal governo e dai parlamentari “syrizei” ha cambiato pelle, diventando un feticcio. Altre parole invece hanno però il loro senso politico per la frequenza con cui sono state rivedute o smentite, oppure si sono consumate per il troppo uso oppure. Resta costante invece la strategia del governo: buttare la palla nell’area dei creditori.

Venerdì sera, appunto, con un discorso, rivolto alle forze politiche e al “popolo”, Alexis Tsipras non si è smentito. “Sono ottenebrati coloro che pensano che punire la Grecia farà del male solo a noi”. “La proposta di accordo presentata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è stata una brutta sorpresa. Spero che i creditori ritirino la loro proposta perché non è realistica. Nella trattativa ci sono ancora distanze tra Grecia e creditori, ma siamo molto vicini a un accordo”.

Secondo le sue previsioni, la Grecia è all’ultima fase del negoziato con i creditori. ”La decisione di ieri di trasferire i pagamenti al Fmi alla fine del mese - sostiene Tsipras - dimostra che nessuno vuole la rottura”. Eppure il giorno prima da Bruxelles lo stesso primo ministro aveva assicurato che la rata di 301 milioni sarebbe stata pagata. Al ritorno ad Atene è cambiata la strategia del governo, il quale, sotto pressione dei duri e puri, ha scelto la linea dell’avvertimento: attenzione siamo disposti alla “rottura”. Nelle stesse ore si consumava l’ennesimo accanimento sui titoli bancari che hanno segnato una perdita media del 10%, con l’indice di Borsa che ha perso il 4,96%. 

Comunque, per un accordo “sostenibile” Tsipras crede che “non sia importante il pacchetto di misure, quanto che si ponga fine al circolo vizioso della recessione”. Inoltre, il governo ellenico chiede una soluzione definitiva al problema del debito che metta fine allo scenario di Grexit. Lo ha detto il premier Alexis Tsipras in Parlamento, aggiungendo che i greci non vogliono che l’esecutivo ceda a ricatti.