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PAGAMENTO TASI 2015/ Il “rompicapo” che resta senza semplificazioni

Pubblicazione:domenica 7 giugno 2015

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DICHIARAZIONE E PAGAMENTO TASI 2015 Finalmente una circolare del ministero dell’Economia che con sano pragmatismo e senso logico dispensa i contribuenti da adempimenti tanto formali quanto inutili. Sarei curioso di sapere se altrettanta benevolenza avrebbe trovato asilo qualora l’adempimento in questione avesse prodotto i suoi effetti nei confronti della Agenzia delle Entrate e non - come nel caso in esame - dei comuni, ma per adesso limitiamoci a cogliere l’indiscutibile conseguenza positiva: salvo sporadiche eccezioni, i contribuenti non saranno chiamati a presentare entro il prossimo 30 giugno la dichiarazione per la Tasi.

Quanto sopra infatti è chiarito nella circolare del Dipartimento delle Finanze n. 2/DF dello scorso 3 giugno che, riprendendo quanto in parte anticipato con una precedente risoluzione ministeriale, esprime di fatto il concetto che, laddove i comuni siano stati già destinatari di comunicazioni inerenti l’indicazione del soggetto che possiede un immobile (per proprietà o altro diritto reale di godimento ovvero ad altro titolo, ad esempio locazione), non possono richiedere la presentazione della dichiarazione ai fini dell’accertamento della Tassa sui servizi indivisibili.

In particolare, il Ministero specifica che, nel caso in cui si renda necessaria la presentazione di detta dichiarazione, sarà possibile utilizzare direttamente il modello per la dichiarazione Imu, posto che le informazioni utili per l’attività di accertamento per l’una e l’altra imposta risultano sostanzialmente identiche. Non solo, la scelta di semplificazione risulta esplicitamente dettata anche dal fatto che, essendo in programma una modifica del sistema di tassazione locale sugli immobili, verrebbe meno la necessità di emanare un nuovo modello di dichiarazione; il che fa dubitare sul fatto che analoga decisione (ancorché logica) sarebbe stata assunta in assenza di tale presupposto.

Sul piano sostanziale, comunque, non si può che essere d’accordo sugli ulteriori chiarimenti esposti. In particolare il Ministero, ricorda che per la Tasi, qualora l’immobile sia occupato da soggetto diverso dal titolare del diritto reale, l’obbligazione tributaria ricade anche sull’occupante, il quale, non essendo tenuto alla presentazione della dichiarazione ai fini Imu, sarebbe, in linea di principio, obbligato a presentare una dichiarazione Tasi.

Ma - precisa il Ministro -, qualora il contratto di locazione sia stato registrato a partire dal 1 luglio 2000, non dev’esser presentata la dichiarazione, posto che i relativi dati catastali sono stati già comunicati alla Agenzia delle Entrate al momento della registrazione stessa. E ancora, anche nel caso di contratti registrati in data antecedente, la dichiarazione non deve essere presentata qualora tali dati siano stati comunicati al momento della cessione, risoluzione o proroga del contratto.

Analogo comportamento dev’essere seguito qualora il comune abbia richiesto, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta, l’assolvimento di adempimenti formali che, di fatto, rendono possibile da parte del comune l’attività accertativa.


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