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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I guai delle banche "nascosti" dalla crisi greca

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Secondo quesito, che affido al primo grafico a fondo pagina, a detta del quale il rischio bancario europeo è al massimo da 19 mesi, il balzo in avanti maggiore dal maggio 2010. Dunque, delle due l'una: o le banche hanno detenzioni maggiori di debito greco di quanto abbiano detto finora oppure hanno criticità tutte loro, esacerbate certo dalla tensione ma legate ad altro che non siano le detenzioni di debito sovrano (siamo in regime di Qe, di fatto la Bce è compratore e garante di prima istanza). Magari alle sofferenze? Sarà per questo che lunedì, a inizio contrattazione, molti titoli bancari italiani non riuscivano nemmeno a fare prezzo? 

Eh già, perché il rapporto mensile dell'Abi pubblicato a metà giugno certificava quanto segue. Le sofferenze lorde del sistema bancario italiano (dati di aprile, per questa voce) sono salite ancora di 2,1 miliardi rispetto a marzo toccando i 191,6 miliardi di euro. L'incremento rispetto all'aprile 2014 è stato di 25,1 miliardi. In crescita anche il rapporto fra sofferenze e impieghi che evidenzia come i prestiti in difficoltà siano ormai il 10% del totale, il valore più elevato dell'ultimo ventennio. Le sofferenze hanno raggiunto il 16,8% per i piccoli operatori economici (14,9% ad aprile 2014), il 16,9% per le imprese (14,2% un anno prima) e il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,5% ad aprile 2014). Guardando alle sofferenze al netto delle svalutazioni, l'Abi osserva che ad aprile sono risultate pari a circa 82,3 miliardi di euro, in aumento rispetto a 80,9 miliardi del mese precedente e il rapporto fra sofferenze nette e impieghi totali si è collocato al 4,56% (4,42% a marzo 2015 e 4,23% ad aprile 2014). 

Insomma, ora che c'è il Goldman-boy Claudio Costamagna a capo della Casa depositi e prestiti, la facciamo o no questa benedetta bad bank, prima che si schianti tutto, Grecia o meno (non penso che le sofferenze di chi non riesce a rimborsare mutui e prestiti abbiamo direttamente a che fare con il debito di Atene o la sua economia ma con la nostra, stagnante nonostante le visioni oniriche di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan)? E attenzione, perché qualcosa sta bollendo davvero in pentola: come mostra quest'ultimo grafico, l'ultima volta che il VIX - il segnalatore della volatilità - è salito più del 14% in un giorno come ha fatto lunedì, si trattava di esattamente 913 giorni di trading fa, il 9 novembre 2011. Cosa accadde dopo? L'allora capo della Fed, Ben Bernanke, salvò il mercato Ue (e Usa) con i tassi a zero e il Qe, attraverso lo swap lines della Federal Reserve di cui vi ho parlato lo scorsa settimana. 

Attenti a dare la colpa di tutto alla Grecia, anche per le zanzare e l'ondata di caldo in arrivo, si rischia di sottostimare o, peggio, ignorare problemi ben più seri che sono in ebollizione. 

 

 

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