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EURO KAOS/ Sapelli: Quarto Reich, Casa Bianca e Renzi, ecco cosa c'è in gioco

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Angela Merkel e Barack Obama (Infophoto)  Angela Merkel e Barack Obama (Infophoto)

«Dietro alla crisi greca non c’è un ragionamento economico della Germania, ma il fatto che la Merkel e soprattutto Schaeuble sono accecati dall’odio anti-americano al punto da voler trascinare l’Europa in una catastrofe». Lo afferma Giulio Sapelli, professore di Storia economica all’Università degli Studi di Milano, secondo cui «se l’accordo arriverà sabato sarà solo grazie alle pressioni americane. Mentre se domenica si andrà al voto nel Consiglio europeo, la maggioranza chiederà un’uscita della Grecia dall’euro». Per il professor Sapelli, «Renzi sa che gli Stati Uniti hanno ragione, ma non osa dirlo perché gli manca il coraggio, e questo lo porterà a fare la stessa fine di Monti e di Letta».

 

Professore, come andrà a finire la partita sulla Grecia?

Se domenica si va al voto in Consiglio europeo succede la tragedia che nessuno vuole, ma che può accadere: la maggioranza sarà a favore di un’uscita della Grecia dall’euro.

 

Come si spiega allora l’ottimismo dei mercati?

Si spiega con una disparità di valutazione tra i mercati e la volontà politica di Germania, Polonia e Stati Baltici. L’insieme di questi Paesi intende espellere la Grecia perché vuole un’Europa da sola senza gli Stati Uniti, cioè sostanzialmente un’Europa tedesca. I mercati invece credono ancora nella potenza sovranazionale degli Stati Uniti.

 

Come ritiene che vada risolta la crisi greca?

Ritengo che vada risolta con il taglio del debito, come propone il Fmi. Se domenica si arriva al voto però questa strategia di conciliazione non reggerà, perché soprattutto i nuovi entrati come Stati baltici, Finlandia e Polonia prenderanno il controllo. I tedeschi diranno che non volevano che finisse così, ma sotto sotto si fregheranno le mani. E a quel punto si faranno il loro Quarto Reich, mentre Francia ed Europa del Sud si faranno da parte, e così si creeranno due “eurozone”.

 

Se invece l’accordo arrivasse sabato sarebbe solo per la pressione degli Stati Uniti?

Sì, e personalmente mi auguro che alla fine Obama ce la faccia. Draghi però sta manifestando un atteggiamento molto assente, come se avesse fiutato l’aria e scelto di defilarsi.

 

Qual è il ragionamento che si fa a Washington?

Gli Usa temono che dalla Grecia si trasmetta un contagio, perché le banche tedesche e francesi hanno venduto ingenti quantità di debito greco che non si sa dove siano andate finire.

 

E il ragionamento di Berlino?

Quello della Germania è in primo luogo un ragionamento politico: non si fida più degli americani. Gli Usa hanno dato segni di ripiegamento su se stessi e non hanno garantito la fine della crisi in Ucraina. I russi non hanno fatto nessun passo indietro e questa è stata una grande sconfitta innanzitutto per Obama. Il ragionamento della Germania è del resto lo stesso del Regno Unito, che ha scelto di smettere di essere una potenza filoamericana. Il mondo intero pensa di poter fare a meno degli Stati Uniti, e quindi tutti vogliono parlare con i cinesi.

 

Quindi il vero problema non è il debito greco?


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