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GRECIA vs UE/ L'ultima sfida all'ideologia "strangola-popoli"

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Che dire, dunque, ancora? Il re è nudo. E non se ne esce con il paradigma convenzionale, perché proprio quel paradigma ha devastato l'idea stessa di Europa, oggi solo una banda di nichilisti supponenti, allo sbaraglio, che urlano "paga!" con accento tedesco. Come insegnava Einstein: "Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema stesso". Occorre fare il salto quantico, scartare da questo paradigma che, parlando di "mercati" e "liberi scambi", sta in realtà ammazzando il capitalismo; che, cianciando di valori fondativi dell'Europa, sta di fatto distruggendo l'idea di natura e di società naturale; che, iniettando regole su regole, si sta comportando come lo Stato secondo la geniale analisi elaborata da Giulio Tremonti in uno dei suoi libri migliori e tra i meno valorizzati, Stato criminogeno. La fine dello Stato giacobino, un manifesto liberale (1997), ossia, appunto, in maniera criminogena. Tutto qua.

Quando Tsipras racconta, davanti al Parlamento europeo, che la vera fabbrica di ideologie è questa Europa blindata e strangolata dalle eurocrazie e da quella Germania che merita il dito medio alzato di Varoufakis, sta facendo il liberale anticostruttivista, alla Hayek; sta mettendosi dalla parte di Mises e di chi, certo non perché "puro", ma piuttosto costretto a combattere, oggi dichiara che la realtà fonda la politica e le ideologie uccidono i popoli, come durante l'intero arco del '900, "il secolo delle idee assassine". 

Non si tratta di un accordo su base econometrico-finanziaria. Non c'entrano i bilanci. Non c'entra la purezza della razza ancora una volta ostentata per via finanziaria dalla Merkel, ostaggio delle banche tedesche gonfie di derivati delle banche greche e a rischio primo default almeno tecnico. La Germania ha dato il via libera alla prima tranche di aiuti alla Grecia, a prezzo dell'acquisto di commesse di armi tedesche: c'è bisogno di altro per saggiare l'etica luterana in azione, guarda caso quella stessa che fece falciare i contadini cattolici in rivolta contro la prepotenza dei principi protestanti, in nome proprio del "deus mortalis", il Leviatano?

È tutto davanti a noi. Non ci sono manovre dietro le quinte, licenziamo tutti gli analisti complottisti, è il primo atto di decenza. Valgono quanti gli apologeti di questa eurocrazia nichilista, fanatica e cialtrona: zero. Qui l'unico complotto è quello contro la realtà. Il più nefasto, il meno riconosciuto.



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