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GREXIT/ Bayer (Die Welt): l'euro ha fallito, bisogna cambiarlo

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Questo dibattito "austerità versus crescita" mi annoia. È un discorso sterile, è completamente fermo da anni. È come se ci si chiedesse se sia nato prima l'uovo o la gallina. Economisti tedeschi come Clemens Fuest, il presidente dell'Istituto Zew a Mannheim, sono convinti che un bilancio pubblico sano è la condizione per la crescita. Altri, invece, come Paul Krugman, Joseph Stiglitz o Jean-Paul Fitoussi, sostengono che la crescita è la condizione per un bilancio pubblico sano. La "Ordnungspolitik" tedesca, che si basa su istituzioni forti, burocrazia efficiente e assenza di monopoli, cozza contro il "deficit spending" americano, che si basa su stimoli fiscali, più debito e una politica monetaria con tassi di interesse più bassi. Direi che tutti noi, gli ossessionati della disciplina, ma anche i discepoli della crescita, dovremmo essere meno ideologici.

 

Quanto sta accadendo apre una riflessione sul futuro dell'euro. Secondo lei, deve restare così com'è?

L'Eurozona non può restare com'è. Da più di 5 anni vacilla tra un'emergenza e l'altra. Il problema che si pone non è soltanto economico, ma è sopratutto politico. La parola chiave è sovranità. L'Eurozona era prevista come un'unione monetaria fra paesi sovrani vincolati da alcune regole comuni (come quelle su deficit e debito). Questo modello è fallito: adesso, infatti, un Paese creditore come la Germania è chiamato a salvare la Grecia; e un Paese debitore come la Grecia è chiamato a obbedire a un ente come la Troika che s'immischia nella vita quotidiana dei cittadini greci.

 

Come si può cambiare la situazione?

Esistono due vie d'uscita: 1) un'integrazione più forte fra i membri dell'Eurozona, con una mutualizzazione del debito, con trasferimenti dai paesi forti ai paesi deboli e con una certa perdita della sovranità nazionale; 2) una rottura fra blocchi più omogenei. Personalmente, preferirei la prima soluzione, perciò un'integrazione più forte. Una spaccatura potrebbe avvelenare i rapporti fra i paesi europei, equivarrebbe al fallimento del progetto europeo.

 

(Lorenzo Torrisi)

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