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SPY FINANZA/ I "trucchi" dietro al rialzo della Borsa cinese

Pubblicazione:sabato 11 luglio 2015

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Vi pare una tragedia? Vi paiono misure senza senso? A me, per la gran parte, paiono sacrosante cessazioni di privilegi inaccettabili di cui varie categorie di cittadini greci hanno goduto finora, niente più. Resta il nodo della ristrutturazione del debito, nemmeno citata nella bozza ellenica all'Ue e qui potrebbero esserci tensioni, visto che il Fmi spinge decisamente a favore per il semplice fatto che detiene bond greci più senior di quelli detenuti dalla Bce, quindi il conto dell'haircut non lo pagherebbe madame Lagarde ma solo il dottor Draghi, quindi gli europei, quindi tutti noi e non gli americani. Ora, al netto delle eventuali sciagure o ripensamenti dell'ultima ora, entro l'Eurogruppo di domenica si dovrebbe chiudere, tanto che ieri i mercati prezzavano già per fatto l'accordo. La Grecia è salva (per la decima volta)! 

Non sperateci, i problemi torneranno a galla tra meno di sei mesi. Un merito, però, la svolta ragionevole di Tsipras lo ha avuto: aver stroncato sul nascere, speriamo, una pericolosa dinamica che aveva colpito la popolazione greca, un concetto tipico della Scuola austriaca di economia noto come "crack-up boom", ovvero la reazione di una massa critica di popolazione quando capisce o teme che il proprio governo sia attivamente impegnato a svalutare la propria moneta. In questo caso, non svalutare ma abbandonare per tornare a una dracma drammaticamente svalutata rispetto all'euro. In un contesto simile, i consumatori rispondono con un front-run alle politiche di governo e spendono subito i soldi che hanno per convertire valuta che ritengono a rischio in assets reali, beni che avranno un valore anche in caso di Grexit. Il problema è che gli esercenti rispondono a questo flusso di denaro da panico rincarando i prezzi e causando un aumento dell'inflazione, in questo caso non data dall'aumento della fornitura monetaria ma dal collasso della fiducia tra i detentori di quel denaro. In tempi molti più brevi di quanto si possa pensare, una dinamica dei consumi e dei prezzi tali porta al prosciugamento della fornitura di beni acquistabili, all'iper-inflazione dei prezzi per quelli ancora disponibili e quindi a un collasso del ciclo economico. 

Stando a quanto riportato da un quotidiano greco, un gioielliere greco, George Papalexis, mercoledì ha ricevuto un'offerta di acquisto di beni da parte di un cliente per un controvalore di 1,1 milioni di euro, ma ha rifiutato per il semplice fatto che si sentiva più sicuro detenendo gioielli che versando soldi in banca: «Non posso credere che avrei mai rifiutato un'offerta da oltre un milione di euro, ma l'ho dovuto fare, è la misura del rischio che stiamo affrontando». Certo, i keynesiani giudicano questa dinamica benigna, poiché viene vista come uno stimolo effettivo, ma vi ricordo che i keynesiani sono gli stessi che hanno benedetto, da sei anni a questa parte, tutte le misure di stimolo varate dalle varie banche centrali. Di fatto, hanno benedetto la distruzione del concetto stesso di libero mercato di cui ora paghiamo il conto, dagli Usa al Giappone, dall'Ue alla Cina. 


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