BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GREXIT/ Il piano costato il posto a Varoufakis

Pubblicazione:domenica 12 luglio 2015

Yanis Varoufakis (Infophoto) Yanis Varoufakis (Infophoto)

Ma tutta questa sottomissione e perdita di sovranità in cambio di cosa? Cosa riceverebbe il popolo greco in cambio di un simile cedimento che lo stesso Tsipras aveva definito, come motivazione del ricorso al referendum, come contrario ai diritti umani e ai principi fondamentali dell’Ue? Riceverebbero un taglio di 12 miliardi, (e visto che i greci sono poco più di undici milioni, sono pari a più di mille euro a testa per tutti, dal neonato al pensionato centenario) e 74 miliardi di liquidità per il sistema bancario (non per il popolo) che sono 74 miliardi di nuovi debiti che andranno a pagare i debiti precedenti (con Fmi e con la Bce), ma i cui interessi saranno pagati dal popolo. Insomma, la schiavitù del debito continua.

Tutto questo riconferma cose che ho già avuto occasione di affermare e completamente ovvie: il debito sulla moneta è impagabile. Ma soprattutto ci tengo a ribadire, visto che non sembra un commento che si legga su altri siti, che richiedere il pagamento di un debito impagabile è immorale e contrario alla Dottrina sociale della Chiesa. Su questo punto, le affermazioni della Lettera Enciclica Centesimus Annus di Giovanni Paolo II (del 1991) sono inequivocabili: “Al presente sugli sforzi positivi che sono compiuti in proposito grava il problema, in gran parte ancora irrisolto, del debito estero dei Paesi più poveri. È certamente giusto il principio che i debiti debbano essere pagati; non è lecito, però, chiedere o pretendere un pagamento, quando questo verrebbe a imporre di fatto scelte politiche tali da spingere alla fame e alla disperazione intere popolazioni. Non si può pretendere che i debiti contratti siano pagati con insopportabili sacrifici. In questi casi è necessario - come, del resto, sta in parte avvenendo - trovare modalità di alleggerimento, di dilazione o anche di estinzione del debito, compatibili col fondamentale diritto dei popoli alla sussistenza e al progresso” (n. 35).

Quando i politici se ne faranno una ragione e saranno in grado di riconoscere non solo l’ovvio (il debito impagabile), ma anche ciò che è ragionevole (la difesa del bene comune), allora avremo vero progresso. Nel frattempo, dovremo organizzarci per conto nostro, per difendere il bene nostro e l’economia locale, con sistemi di Moneta complementare.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
12/07/2015 - Garanzie reali (Renato Mazzieri)

Schaeuble non chiede leggi ma garanzie reali da poter escutere in caso di insolvenza.