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EURO KAOS/ Forte: Germania pronta a "distruggere" l'euro pur di non perdere

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

E’ uno scenario politico. Il motto del partito tedesco Alternative fur Deutschland è “olio e aceto”. La sua idea è che Germania e Paesi del Sud non si possano mescolare proprio come non può avvenire per olio e aceto. I due blocchi si trovano con due approcci economici incompatibili, che comportano regole completamente diverse. La convinzione dei tedeschi è che se l’Europa non soddisfa le loro esigenze, allora è meglio dire “scassare” l’euro.

 

Come valuta la posizione della Merkel?

Il Cancelliere è stato patetico e ambiguo quando ha detto: “Qui è in gioco l’euro”. Una volta caduto il muro di Berlino, i tedeschi non hanno più avuto il problema dell’Ue per restare in equilibrio in mezzo agli altri blocchi. Al contrario vogliono starsene per conto proprio. Anche se da un punto di vista economico l’euro garantisce loro un mercato molto più ampio.

 

E’ da qui che nascono le indecisioni tedesche?

Il loro timore è che se non si seguono le loro regole si troveranno in un pasticcio, e il problema che sta alla radice è che non riescono a mescolarsi agli altri. O comandano o se ne vanno, perché non si sentono garantiti in un club europeo allargato. Accettano solo una sorta di club nordico “ristretto” nel quale comandano loro.

 

A questo punto che cosa farà la Germania?

Le alternative sono due. O la Merkel accetta che sulla Grecia si voti a maggioranza, anche con il grave rischio di finire in minoranza, oppure continuerà a rinviare la decisione, perché è ovvio che Atene non uscirà. La stessa idea di Schauble di un’uscita per cinque anni non sta in piedi, a parte il fatto che in cinque anni può succedere di tutto.

 

Ma lei ritiene giusto che l’Italia continui a pagare per la Grecia?

In realtà l’Italia non sarà più chiamata a pagare per la Grecia. Quello che non si sa è che l’Esm (European Stability Mechanism) non comporta più un vero onere per l’Italia relativo al salvataggio della Grecia. Il contributo lo abbiamo dato al momento del conferimento del capitale all’Esm, che a questo punto reperisce i soldi sul mercato. La Bce è in grado di acquistare i titoli obbligazionari per l’Esm stesso, e quindi in definitiva può monetizzare anche quel debito.

 

(Pietro Vernizzi)



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