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Economia e Finanza

ACCORDO GRECIA-UE/ Bagnai: Atene, uscita rimandata (ma con più danni di prima)

Per ALBERTO BAGNAI, quello firmato da Tsipras è un accordo pessimo sotto ogni punto di vista. La Grecia esce sbriciolata dall’impreparazione dei suoi politici come l’ex ministro Varoufakis

Wolfgang Schauble (Infophoto)Wolfgang Schauble (Infophoto)

“Quello firmato da Tsipras è un accordo pessimo sotto tutti i punti di vista. La Grecia esce sbriciolata dall’impreparazione dei suoi politici, mentre l’unica posizione responsabile e realistica era quella di Schauble che chiedeva un’uscita concordata di Atene dall’euro”. Lo evidenzia Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara, a proposito dell’accordo raggiunto con i creditori dopo 17 ore di negoziato. Un risultato a proposito del quale il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha commentato: “Non credo sia un accordo umiliante per i greci, e non credo che altri europei perderanno la faccia”.

Professore, perché definisce questo accordo come “pessimo”?

In primo luogo perché prevede che si continui ad applicare alla Grecia la stessa medicina che finora ha fallito. Inoltre l’accordo dimostra una totale incapacità della leadership greca nel gestire la situazione. Tsipras si è fatto eleggere per combattere l’austerità, e alla fine si trova ad accettare un programma di austerità ancora più grave. A ciò si aggiunge l’Fmi che si installa ad Atene per sindacare sugli atti del governo e la creazione di un fondo da 50 miliardi di asset pubblici greci destinati a essere svenduti.

Questo accordo risolve quantomeno i problemi più urgenti?

No. E’ un accordo che non risolve i problemi e sconfigge politicamente una forza impreparata come Syriza, spianando di fatto la strada ad Alba Dorata. L’accordo è pessimo anche per l’Italia, perché dà fiato a quanti sostengono che l’euro sia inevitabile, tanto è vero che anche i greci vogliono tenerselo. Alla fine la Grecia uscirà dall’euro, ma dopo altre sofferenze e protraendo la stagnazione dell’economia che i governanti europei attribuiscono a cause del tutto imprecisate.

Sarebbe stato meglio se la Grecia fosse uscita dall’euro, magari solo per cinque anni come voleva Schauble?

Uscire da un accordo monetario non è una passeggiata. Sarebbe stato meglio se la Grecia fosse uscita dall’euro definitivamente, ma sulla base di un percorso concordato e sotto la guida di una leadership preparata. Tutto il contrario di quello che si può dire di Varoufakis. Il vero problema è che per la Grecia uscire in queste condizioni sarebbe stato effettivamente disastroso.

Che cosa c’era dietro al piano del ministro delle Finanze tedesche?

Schauble, al quale tutti attribuiscono il ruolo del cattivo, ha voluto offrire alla Grecia una via d’uscita che era in qualche modo un capolavoro politico. Era infatti esattamente quella via d’uscita concordata che gli economisti auspicano. Poi però purtroppo le cose sono andate in un altro modo per l’opposizione di Draghi.

Perché ritiene che la proposta di Schauble fosse un capolavoro politico?

Chi vuole l’euro vuole l’austerità, e questo Schauble lo ha sempre detto. Il ministro delle Finanze tedesco è sempre stato coerente con le sue premesse, perché ha detto alla Grecia: “Se vi va bene le cose stanno così, altrimenti forse è meglio che usciate”. In questo modo però ha creato un grosso problema politico.

In che senso?